di MARCO CASTORO GLI STADI vuoti preoccupano.

«Se l'interesse per il calcio - ha detto Carraro - scende anche dell'1% ci si deve preoccupare. Inutile ricevere tanti soldi dalle televisioni per poi avere gli stadi vuoti. È giunto il momento di fare di tutto per accrescere la popolarità del calcio italiano. Che la tecnologia sia sempre in fermento - ha aggiunto il presidente della Figc - è un dato di fatto. Basti vedere i passi da gigante compiuti dal digitale, che quando comparve sembrava tanto lontano, eppure ha già convinto alcune squadre a cedere i diritti tv. Tuttavia dobbiamo stare attenti a utilizzare questi mezzi nel modo giusto, senza finire per essere noi utilizzati da loro. È necessario analizzare bene i format da mettere in vendita, altrimenti si incide sugli spettatori che finiscono per disertare lo stadio». Messaggio chiaro: la Figc pianta un paletto come segnale alle tv per il prossimo anno. Ma difficilmente troverà un alleato nella Lega. Non a caso però Carraro ha annunciato al mondo intero di essere disponibile con tutti per rivedere progetti, valori e riforme che regolamentano il nostro calcio. Il presidente si è dichiarato pronto a incontrare Zamparini e Della Valle, quando quest'ultimi lo vorranno. Tra l'altro otto società di serie A (Ascoli, Fiorentina, Lecce, Livorno, Palermo, Parma, Sampdoria e Treviso) hanno chiesto di ritornare a una gestione collettiva dei diritti televisivi, perchè la situazione che si è venuta a creare «impedisce di instaurare una competizione sportiva degna di tale nome». Per il 9 gennaio è stato già fissato un incontro con allenatori, arbitri, capitani e Galliani per accettare suggerimenti in vista del work-shop programmato dal 30 gennaio al 1° febbraio allo scopo di revisionare tutto il sistema calcio. Potrebbe essere l'occasione giusta per aprire un tavolo di lavoro come chiedono le otto società, capitanate da Della Valle e Zamparini. I diritti tv, gli stadi vuoti, il doping e il razzismo continuano a tenere sulle spine la Figc. «A mio giudizio - ha ribadito Carraro - la legge del '99 va cancellata dal Parlamento. L'Italia non ha bisogno di una legge che spieghi come si debbano vendere i diritti tv. Lo deve decidere la Figc, dopo essersi confrontata con il Coni. All'Antitrust spetta il compito di verificare che non ci sia una posizione dominante tra venditore e compratore. Quando fu fatta la legge c'erano i timori per l'avvento di Murdoch, ma Stream e Telepiù sono sparite, poi è arrivata Sky, quindi il digitale terrestre, i telefonini e internet. E gli stadi si sono svuotati. Per quanto riguarda l'accordo Mediaset-Juventus - ha proseguito il presidente federale - lo giudico positivo, in quanto se una grande azienda investe nelle gare di campionato vuol dire che il nostro torneo non è affatto inferiore alla Champions. Certo, questo accordo crea un problema di ripartizione di risorse che al più presto dovremo affrontare. La Nazionale? Stiamo già sollecitando la Rai per il rinnovo del contratto che scade nel 2006. Vorremmo rinnovarlo come abbiamo fatto con Puma fino al 2014». Sul doping Carraro si è detto soddisfatto di come siano efficaci le norme, anche se «altri studiano come eludere i controlli. C'è bisogno - ha sottolineato Carraro - di insegnare ai più giovani a non prendere nemmeno una pasticca. A volte è anche colpa dei genitori che vogliono utilizzare il figlio come strumento di guadagno. La società nella quale viviamo non aiuta: troppo spesso si pubblicizzano le gesta di persone drogate che poi si sono riscattate». Anche sul razzismo le norme ci sono. Ma diventa importante dialogare coi tifosi per utilizzare meno possibile la repressione. «Gli stadi - ha detto Carraro - si sono politicizzati. Un fenomeno come i cori razzisti, seppure non continuo, è un po' troppo frequente per essere ignorato. E pensare che il bello di una squadra di calcio sta nel fatto che riesce a unire tifosi di estrema sinistra con quelli di estrema destra. Di Canio? Anc