ANCORA IN FORSE L'EX BOJINOV

Capello lo ammette chiaramente: «Mica mi aspettavo di essere da solo in testa al campionato dopo tre giornate». Troppa grazia, allora. E nota con il pennarello rosso per Milan (soprattutto) e Inter: «Ma finora abbiamo giocato due partite in casa e una fuori - si cautela Don Fabio -. Vediamo adesso che succede con due trasferte consecutive». Succede che stasera la Signora renderà visita all'Udinese priva del signor Vincenzo Iaquinta, che per problemi legati al rinnovo contrattuale non è stato neanche convocato. Cosmi dovrà così rinunciare al goleador esploso negli ultimi due anni che lo stesso Capello avrebbe voluto con sé fin dai tempi di Roma: «Mi piaceva, aveva potenzialità che non tutti erano stati in grado di cogliere. Dovremo fare attenzione: i friulani hanno un centrocampo pieno di giocatori che giocano bene il pallone e vivono un momento di grande euforia». La Juve anche, però. E quindi sarà partita aperta, difficile e per nulla scontata: «Come quasi tutte quelle viste finora - ammette Capello -. La classifica è ancora molto corta, le squadre si affrontano senza fare grandi calcoli. Ripeto: dovremo essere al meglio per uscirne a posto». La Juve dovrà comunque fare ancora a meno di Thuram, al cui posto giocherà come al solito Kovac che si è ripreso dal dolore muscolare accusato nel finale della partita con il Chievo. Poi, assente Zebina, spazio al rientrante Pessotto sulla destra: di Balzaretti e Chiellini, teoriche giovani promesse, manco l'ombra. «Ci sarà spazio per tutti, basterà farsi trovare pronti. Il turnover non risparmierà nessuno: ho delle idee anche riguardo la partita di Udine, ma deciderò appena prima della partita». Una di queste, stante la quasi certa riproposizione del tandem Trezeguet-Ibrahimovic, potrebbe riguardare l'inserimento di Mutu (o dello stesso Del Piero) al posto di Nedved, anche se la squadra a quel punto diventerebbe molto offensiva. Forse troppo. «L'importante sarà giocare al nostro ritmo, non a quello lento con cui abbiamo iniziato domenica contro l'Ascoli: un problema di concentrazione, non avevamo la giusta rabbia. D'altronde, però, non è facile giocare ogni tre giorni». Ritornello, questo, che Capello non si stancherà mai di suonare. Di una cosa appare però quasi certo: «Non credo finirà come l'anno scorso, con la Juve in fuga e le altre sparse. I campionati si vincono in tanti modi, anche con volatone avvincenti e punteggi più bassi». Serse Cosmi, dal canto suo, è certo che il ko di Firenze abbia rappresentato un episodio: «È dalle sconfitte che si preparano le vittorie. Abbiamo capito la lezione di domenica scorsa: rimbocchiamoci le maniche e andiamo avanti. E comunque anche loro hanno stentato: la Champions lascia inevitabilmente il segno». Chi sperava di vivere una notte da Champions era proprio Iaquinta, autore di una tripletta in Europa e finora a segno una sola volta su rigore in campionato. Come detto il centravanti non è stato convocato per beghe contrattuali: al suo spazio uno tra Di Michele e Rossini. Trezeguet invece medita la rivincita sulla sfortuna: lo scorso anno, proprio in seguito all'ennesimo infortunio patito al Friuli, dovette arrendersi alla spalla dolorante e salutò i campi di gioco fino a gennaio.