Decide una prodezza di Cruz Slovacchi poco incisivi Espulso Veron, bene Figo

Ma condita da una sofferenza fuori luogo: se solo l'Inter, quando potrebbe (nel primo tempo), facesse in modo di chiudere la questione Artmedia, sarebbe al riparo dagli imprevisti, che stavolta si materializzano sotto forma di espulsione di Veron. Comunque i tre punti arrivano, bene così e avanti. La cornice a Bratislava è quella del tutto esaurito, ma la gara è giocata a ritmo blando. Rispetto al rovescio di Palermo, dentro Wome, Samuel, Figo, Cristiano Zanetti, Stankovic e Cruz, fuori Favalli, Ze Maria, Pizarro, Cambiasso, Kily e Martins. Veron può giocare in mezzo e non sulla fascia, e si trova più a suo agio. Gli avversari, con tutta la buona volontà che ci possono mettere, non rappresentano un incubo. Moratti è sereno: «Sono fiducioso, conosco il valore di Mancini e sono convinto che quello di Palermo sia un semplice passo falso. Certo, se la cosa si dovesse ripetere, inizierei a preoccuparmi». Come detto, la partita è di quelle a basso voltaggio. L'Inter studia l'avversaria per un quarto d'ora, poi al primo affondo trova il gol. L'azione si sviluppa sulla sinistra, sull'asse Stankovic-Adriano. Quest'ultimo si trova solo sull'out e può comodamente posare il pallone sul piede di Cruz, che, appostato al centro dell'area, mette il suo sigillo anche sul primo turno di Champions. La situazione è talmente in discesa che la macchina va avanti da sola, e solo di tanto in tanto c'è bisogno di accelerare: al 38', per esempio, quando Adriano libera ancora Cruz, che però stavolta esagera e ritarda il tiro a tu per tu con Cobej, col risultato di farsi contenere. Altri cenni di cronaca (a parte le ammonizioni di Veron, Zanetti e Stano per rudezze varie) non ne contiamo. La ripresa si apre con l'Inter alla ricerca del gol della sicurezza. Cruz al 7' si libera a destra e appoggia in area a Stankovic che non ci arriva; lo stesso Dejan, al 10', dà ad Adriano un pallone che non si può sbagliare: ma il brasiliano, solissimo da 10 metri, ciabatta alto. All'11', invenzione dell'arbitro Poulat: Stankovic conquista una punizione dal limite, Veron batte senza attendere il fischio, e il direttore di gara lo ammonisce. Per la seconda volta, ergo: espulsione. L'argentino non se ne capacita, ma deve uscire. Gli slovacchi riprendono coraggio. Al 17', su corner, Hartig riesce a inzuccare, ma fuori. Un minuto dopo Vascak invoca un rigore dopo che Stankovic gli passa davanti (senza toccarlo). Poulat non ci casca (ce ne voleva). Mancini inserisce Pizarro per Cruz per ridare equilibri ai suoi. Figo si conquista una punizione ai 22 metri al 22', Adriano (aspetta il fischio) la scarica sul palo interno. Il raddoppio è solo assaporato. Vascak è l'unico a dare un po' di brio alla manovra slovacca, ma pericoli Julio Cesar non ne corre. Entra Martins per Figo (discreta prova), non lascia tracce. Brivido al 40': Halenaar riesce a toccare, in anticipo su Cordoba, un pallone proveniente da destra, Julio Cesar controlla in due tempi. L'ultima palla buona è comunque per Adriano, che al 92' si libera in area, ma tira male di sinistro.