Al Tour primo strappo di Armstrong che domina in salita e torna in giallo: tappa a Valverde

Infatti, dopo aver illuso nei giorni scorsi i suoi avversari (e gli appassionati che non tifano per lui), dando l'impressione di non essere al meglio, il texano dà una mazzata a tutti i principali rivali per la classifica e torna in giallo. La tappa va a un ottimo Valverde, spagnolo promettente ma mai così efficace in carriera. Protesta di agricoltori in avvio e frazione ridotta da 192 a 177 km, con partenza ritardata; tra l'altro non prende il via Evgeni Petrov, russo della Lampre, trovato col sangue non a norma in un controllo a sorpresa della mattina. Brochard e Posthuma hanno fretta di andare in fuga, e infatti attaccano al km 1, seguiti poco dopo da Krivtsov, Facci, Bortolami, Isasi e Sánchez Gil. Per i 7 vantaggio massimo di 10'40" al km 47. Sulla salita di Cormet-de-Roselend, prima categoria che parte al km 81 e scollina al km 103, il gruppo si avvicina ai fuggitivi. Al km 94 Bortolami, Isasi e Facci si staccano, ma quest'ultimo, poco dopo, riesce a rientrare da solo sui primi. Il ritmo si alza nel plotone, Mayo va in crisi, e anche Voigt, la maglia gialla, e McGee si staccano. Al km 95 c'è un tentativo di Garzelli con Pereiro e Jaksche, Sevilla e Horner, e Mancebo e Valverde. Il gruppo non può lasciare troppo spazio a tanti uomini importanti, e infatti recupera il piccolo gap. Cala l'andatura, e Voigt si rifà sotto. Pereiro e Jaksche ci riprovano al km 102 e scollinano con 25" sul gruppo. In gruppo rientra McGee, poi Mayo, mentre Popovych è vittima di una caduta, senza conseguenze per fortuna, dopo essersi toccato con l'ammiraglia del Team Csc. In discesa Brochard guadagna 55" sugli altri fuggitivi, ma poi i vari drappelli di testa si ricompattano al km 135; la Discovery tiene però un'andatura altissima e abbatte il distacco dai primi: in 5 km si passa da 5'25" a 3'30". All'inizio della salita finale il gruppetto di testa si frantuma. Restano soli davanti Pereiro e Jaksche, che a quel punto hanno 2'40" sul gruppo. In fondo al plotone si staccano nuovamente Voigt e Mayo, e anche Cioni si fa da parte. Al km 159 vanno in difficoltà Caucchioli, che ha lavorato a inizio tappa, Totschnig, Pellizotti e McGee. Al km 161 Jaksche stacca Pereiro, ma il gruppo, sempre tirato dalla Discovery Channel, incalza ormai a meno di 2'. Sevilla, Menchov e Zubeldia perdono contatto. Ma soprattutto va in difficoltà Heras, così come l'altro capitano Liberty Seguros, Beloki. L'ecatombe di favoriti, o presunti tali, è in atto: il primo arrivo in salita fa come sempre danni enormi. Sastre, compagno di squadra di Basso, prova un allungo al km 163 fadendoci sperare che il suo capitano abbia qualche bel progetto, ma non fa il vuoto. Garzelli, Moreau, Karpets, Rogers, Contador, Horner, Julich e Botero perdono contatto. Con Armstrong restano 15 di uomini, e viene ripreso Pereiro. Altro pezzo da 90 a saltare: Vinokourov perde terreno al km 164, e ciò fa proprio male ai nostri sogni di spettacolo. Popovych è l'uomo Discovery deputato a fare la trenata decisiva, dopodiché, al km 166, Armstrong attacca. Con lui restano solo Basso, Rasmussen, Valverde, Mancebo ed Evans. Il sestetto riprende Jaksche, per un attimo rientra Leipheimer, ma Armstrong dà un'altro scrollone e stacca Evans, Jaksche e Leipheimer. Dietro, Ullrich è con Klöden, Kashechkin, Piepoli, Mazzoleni e Landis. Al km 170 dobbiamo subire un nuovo colpo: Basso è una maschera di sofferenza, si arrende e cede il passo, facendo di tutto (e riuscendoci) per limitare i danni. Il quartetto rimasto al comando va fino al traguardo. Ai 600 metri Rasmussen, già autore della fuga-monstre di domenica, prova a lanciarsi, ma non ha le gambe giuste. Allunga allora Armstrong, Valverde non lo molla e lo supera nello sprint a due. A parte Rasmussen, i distacchi in classifica si contano a minuti.