L'AGENZIA MONDIALE ANTIDOPING: AGRICOLA NON POTEVA FARE DA SOLO

Lo sdegno di Gianfranco Zola. Il campione del Cagliari ammette di «esserci rimasto male» per la sentenza che ha condannato il medico della Juventus, Riccardo Agricola, nel processo per doping. «Ci sono rimasto male perché io ho lavorato duro per anni per essere al top fisicamente. Io e i miei compagni facevamo grossi sacrifici per migliorare e certo competere con giocatori che hanno usato doping dispiace: questa è stata una vigliaccata incredibile». La Wada, Agenzia mondiale antidoping, commenta: «Il dottore deve scontare la pena e non poteva fare questi ordinativi di medicinali da solo». Lo ha detto l'avvocato David Howman, direttore generale della Wada. Howman ha innanzitutto commentato le affermazioni estive di Dick Pound, il presidente della Wada, che esprimeva l'intenzone «di togliere i trofei alla Juve nel caso fosse dimostrato che c'è doping». «Noi non abbiamo giurisdizione circa il ritiro dei titoli - ha continuato Howman - possiamo soltanto esprimere una nostra opinione ed è evidente che questo è un caso che suscita interesse, che ci sta a cuore: questo è uno scandalo di una gravità assoluta». La Wada può sollecitare l'apertura di un'indagine? «Noi aspetteremo quello che sarà fatto dalle varie federazioni, non possiamo fare pressioni in questo senso». E Paolo Trofino, avvocato di Antonio Giraudo, è convinto che in appello cadrà anche la condanna del medico sociale Riccardo Agricola nel processo per doping alla Juventus: «La sentenza di Torino, assolvendo Giraudo e condannando Agricola, pone un problema - ha detto Trofino - perché c'è stata una perizia singolare attraverso un nuovo metodo che ha portato a ritenere ci fosse una somministrazione di Epo, eppure i farmaci usati erano leciti e i valori ematici nella norma». Accanimento nei confronti della Juventus? «Non voglio parlare di questo ma sicuramente è una sentenza che va "controllata" in appello ed è difficile che regga: i valori ematici sono nei limiti della norma».