«Ho dimostrato che in questo sport conta più il pilota»

Per molti il talento di Valentino Rossi racchiude una caratteristica di ciascuno di questi campioni del motociclismo. Il pesarese ha portato al successo la Yamaha alla prima gara, dopo appena due mesi e mezzo di lavoro, una vittoria storica, «da leggenda», come l'ha definita lui stesso. A fine corsa il Dottore era visibilmente commosso, ha perfino baciato la moto per l'impresa che nessuno, lui nemmeno, si aspettava così presto. «Ho provato un'emozione un po' diversa. Solitamente sono contento, ora però sono molto emozionato — ha detto Rossi — A fine gara mi sono dovuto fermare per realizzare quello che avevo fatto. Una vittoria storica? Direi di sì. Ho dimostrato che in questo sport conta di più il pilota. Le motivazioni e la concentrazione sono più importanti. Abbiamo fatto un grande lavoro con la Yamaha, forse oggi non avrei vinto se i miei meccanici dello scorso anno, quelli che erano in Honda con me, non mi avessero seguito». Ha dimostrato di essere il più forte anche senza la moto migliore, Valentino. «In tutta la mia carriera, questo è stato il weekend dove sono andato più forte. Mi sono adattato subito alla nuova moto e su una pista che non amo moltissimo. Sono stato sempre concentrato, ho guidato per tutta la gara al 100 per cento. Non era facile perché il ritmo era mostruoso. Abbiamo fatto anche bei sorpassi, per vincere ho dovuto tirar fuori il coniglio dal cappello. È stata la miglior gara della mia carriera, è stata una grande sorpresa perchè nessuno se lo sarebbe mai aspettato. Una corsa perfetta, un weekend perfetto. Sono partito dalla pole e ho tenuto un buon ritmo in gara, c'è stato un bel duello con Biaggi. Devo ringraziare tante persone, i meccanici della Yamaha, soprattutto Jeremy Burgess, che hanno lavorato molto bene. In questo campionato ci sarà da divertirsi». Poi una stoccatina alla Honda: «Se la Honda si rende conto di aver perso Valentino Rossi? Penso di sì». Poi l'analisi della gara: «La moto è andata abbastanza bene per tutta la distanza di gara, anche se ho avuto qualche problema con le gomme dopo sette o otto giri. Ma poi è andato tutto bene. Ero più lento in alcune parti del tracciato, più veloce in altre ma sapevo che non dovevo commettere errori per vincere. La Yamaha ha fatto un gran lavoro per cambiare la situazione. La gara di oggi ha dimostrato che il livello di competitività in questo sport è cresciuto rispetto all'anno scorso, ma vincere una gara come questa non è un miracolo ma il frutto del duro lavoro che abbiamo fatto. È stato fantastico».