Continua la trattativa con la Natfa Moskva per la cessione della società di Sensi
Domani l'incontro previsto a Mosca tra i legali delle due parti (avvocati di mezza Europa, ndr) per riprendere le contrattazioni dal punto dove si erano interrotte tra sabato e domenica. Un jet privato dovrebbe atterrare questa sera a Ciampino per portare avvocati e incartamenti vari nella capitale russa dove si svolgeranno le prossime operazioni: lontani da occhi indiscreti e interferenze di vario tipo. La vicenda ha assunto, col passare dei giorni, dei connotati sempre più politici. Interventi più o meno ufficiali, pareri illustri, consigli mai richiesti e pressioni bancarie, non dovrebbero riuscire ad ostacolare oltre la trattativa che sembra già abbondantemente avviata. Ieri, l'ultimo «consiglio» è arrivato proprio dalla Russia. Direttamente da Zhirinovski, leader del partito liberal democratico di cui fa parte anche Suleiman Kerimov: azionista di maggioranza della Nafta Moskva nonchè amico, ma anche socio in affari, di Roman Abramovich (i due sono azionisti di maggioranza della Millhouse Capital che gestisce l'88% del management della Oao Sibfnet colosso russo dell'alluminio, trasporto aereo, e industria automobilistica). Proprio dal leader politico, da sempre impegnato nella battaglia contro l'esportazione di capitali russi all'estero, Kerimov avrebbe avuto richiesta di posticipare l'operazione legata alla Roma: una sorta di congelamento temporaneo. Già, perché tra meno di quindici giorni (il 15 marzo), in russia ci saranno le elezioni presidenziali e la cosa potrebbe incidere sull'adesione al partito liberal democratico capitanato da Zhirinovski. Possibile quindi che la trattativa, pur proseguendo nei giorni a venire, raggiunga i cardini dell'ufficialità dopo la fatidica data del 15 marzo. Della spedizione che andrà in Russia domani, non dovrebbe far parte l'avvocato Trifirò, non gradito dalla controparte, che dovrebbe limitare il suo intervento a cose marginali: non sarà dunque seduto al tavolo. Saranno insomma gli uomini della Pavia e Ansaldo, a fare il grosso del lavoro capitanati dall'avvocato De Giovanni. Secondo alcune indiscrezioni, trapelate da fonti molto vicine al magnate russo, non ci sarebbe mai stato un problema di soldi. Sensi non avrebbe mai rilanciato e i russi mai detto «no» alle richieste del presidente giallorosso. Vera invece la preoccupazione per la situazione economica della Roma che gli uomini di Kerimov però conoscono bene: avendo già da oltre venti giorni in mano tutte le carte per verificarla. Insomma, anche qui, nessuna «macchia» è stata nascosta agli acquirenti moscoviti. Intanto nella capitale la Roma continua a fare finta di nulla e a procedere verso una ricapitalizzazione come se nulla stesse accadendo. Il cda svoltosi lunedì sera e terminato a notte inoltrata, oltre alla relazione semestrale richiesta dalla Consob (la Roma è nella black list e deve relazionare ogni mese, ndr), ha anche discusso e deliberato circa il futuro aumento di capitale. Si tratterà di 150 milioni di euro e il cda della prossima settimana stabilirà passaggi «tecnici» e data dell'assemblea degli azionisti dove verrà ufficializzata la ricapitalizzazione.