MONDIALI DI RUGBY: UNA NAZIONE IN ESTASI DOPO LA VITTORIA

Clive Woodward, forse snaturando un pò il gioco del XV della Rosa, gli ha «costruito» la nazionale attorno. Jonny Wilkinson ha ventiquattro anni ed è grazie ai suoi 113 punti se, per la prima volta, l'Inghilterra ha potuto conquistare la Coppa del mondo. Maniacale, precisissimo e capace di sottoporsi ad allenamenti durissimi, quasi un robot, per migliorarsi il più possibile in questo sport per il quale ha una vera e propria adorazione. Al Kingston Park, il campo del «suo» Newcastle Falcons è sempre il primo ad entrare in campo per l'allenamento e l'ultimo ad uscire. Ma spesso è stato anche visto da solo calciare verso i pali per migliorare le sue già straordinarie capacità. Questo è Jonny Wilkinson, vero nome Jonathan Peter Wilkinson. In nazionale ha collezionato 817 punti, compresi i 15 di sabato, in 52 partite: 5 mete, 123 trasformazioni, 161 punizioni e 21 drop per una media di 15,7 punti a partita. E il giorno dopo il trionfo, la stampa inglese è un proliferare di omaggi, esaltazioni che vanno ad a toccare il campo religioso...«Dio è veramente inglese», è addirittura il titolone proposto dal quotidiano «The Mail on Sunday». E il nome più diffuso sui quotidiani britannici è proprio quello di Wilkinson. «Il meraviglioso Wilko (Wilkinson, ndr) non è di questo mondo», azzarda il «The Sunday Express», che in riferimento al gesto tecnico del biondo numero 10 del finale che ha consegnato il titolo al XV della Rosa, parla di un «Drop in oro puro». «Il Re del mondo», lo chiama il «The Sunday Times». Insomma estasi pura sulla carta stampata inglese. E che dire dei tifosi? Secondo le cifre proposte proprio dai tabloid inglesi, fiumi di birra avrebbero innaffiato la festa inglese. Il «The Sun» ha addirittura calcolato che nei pub e nei bar di tutto il paese che hanno proposto la partita, i supporters di Jonny Wilkinson hanno consumato ben 50 milioni di pinte di birra.