Le società di serie B dicono no a Coppa Italia e campionato e chiedono le dimissioni di Carraro

Ma l'ammutinamento è ormai guerra: la serie B ha ribadito ieri che non scenderà in campo, nè per la coppa Italia nè per il campionato, e lo farà a oltranza. Non solo: al termine della riunione informale svoltasi a Milano, 25 presidenti - 19 di B (astenuto il Como) e 6 di A - hanno convocato un'assemblea straordinaria per il 29 agosto per mettere al vaglio l'operato di Carraro e Galliani, quindi discutere della richiesta di dimissioni dei presidenti di Federcalcio e Lega. «I responsabili di questa crisi devono pagare», spiega Massimo Cellino, vicepresidente di Lega per la B, e quindi è evidente che le parole scritte sull'ordine del giorno («verifica operato presidente federale e verifica regolare espletamento compiti del presidente di Lega») sono espressioni formali per chiarire che le società di B e parte di quelle di A vogliono un cambiamento netto dei vertici del calcio. Galliani ha lasciato la sede di via Rosellini decisamente scuro in volto, mentre i presidenti Cellino (Cagliari), Romero (Torino), Berti (Triestina), Ruggeri (Atalanta) e il direttore sportivo del Palermo Foschi prendevano il suo posto nella sala delle conferenze stampa per ribadire che «la B non giocherà ad oltranza, fino a quando non verrà ritirato l'allargamento a 24 squadre». Non è questa l'unica forma di protesta che la B intende attuare: la decisione presa giovedì dal presidente dell'Atalanta, che ha rifiutato alle nazionali under 16, 18 e 19 i giocatori delle sue giovanili, ha trovato l'appoggio di tutti gli altri club della serie cadetta, aprendo quindi un altro fronte di scontro con la Figc. Ruggeri è sicuro: «Non mancheremo di sfiduciare Carraro, chiederemo il resoconto di quanto fatto dalla federazione ma, visto che i fatti parlano da soli, arriverà la richiesta di sfiducia. Se si dimetterà, bisognerà trovare qualcuno che sappia risolvere i problemi attuali». «Questa volta li ho visti davvero convinti - ha detto il vicepresidente vicario di Lega, Antonio Matarrese -. Si sono sentiti traditi dal presidente federale e se Carraro non prende una decisione che gli consenta di rifarsi in Lega, credo che sarà molto difficile per lui superare questo momento». «Potevamo accettare una B a 21», ha spiegato Gino Corioni ed è questo uno degli errori imputati a Carraro: i dirigenti della serie cadetta erano pronti ad acconsentire a una riammissione del Catania, mentre l'apertura a Genoa, Fiorentina e Salernitana ha portato alla fronda totale: «Non giochiamo ed è una decisione irreversibile - ha detto Cellino -. Ci riteniamo rovinati da una presa di posizione impropria e violenta della Federazione che ha riammesso in B anche chi si è venduto i pali delle porte e ha fatto poco più di 20 punti nell'ultimo campionato».