IL TECNICO: TRIDENTE SUPER

È un coro di complimenti alle magìe del suo trio d'attacco, oltre che a un pizzico di fortuna nel secondo tempo, che accoglie da parte di tutti gli amici di Germania, da Beckenbauer in giù, Giovanni Trapattoni dopo l'1-0 sulla Germania, sesto successo consecutivo per la nazionale azzurra. Ma il ct si gode piuttosto le meraviglie dei tre attaccanti e la vittoria della Serbia. «Quei tre lì davanti hanno fatto cose stupende, brasiliane: siamo stati belli, precisi, divertenti. Quel trio e la Serbia mi hanno fatto due bei regali. Ora però dobbiamo battere il Galles, per scavalcarlo in classifica e tornare al posto che ci meritiamo». Il tecnico rivive la partita. «Peccato per quel gol di Del Piero, era regolare e altrettanto bello rispetto a quello di Vieri. Avrebbe coronato una prestazione che nel primo tempo è stata entusiasmante». A Trapattoni, che tutti i giornali tedeschi ieri celebravano con epiteti di rilievo, da maestro a figura di culto, è però piaciuto anche lo spirito della squadra. «Tutti hanno messo le proprie giocate al servizio del collettivo. Il calo del secondo tempo è comprensibile, loro hanno un mese di più nelle gambe e non ci stanno mai a perdere. L'avevo detto che il motto della Germania è che nessun avversario è impossibile da battere». In questo senso - aggiunge il ct - anche la mia Italia sta assumendo questo spirito: è un po' tedesca». Trapattoni attendeva dalla partita anche una indicazione sulla condizione fisica della nazionale. «È chiaro che i giocatori devono ancora crescere, ma la tenuta e la brillantezza mi ha soddisfatto. Nel secondo tempo il forcing della Germania mi ha costretto a correggere l'assetto, Del Piero non riusciva più a proporsi e Totti e Vieri non c'erano più. Ora spero che con il Galles non ci siano defezioni». Anche con gli amici tedeschi, Trap elogia il trio meraviglia: «Ieri mattina avevo fatto rivedere le triangolazioni in Finlandia quando mancava Vieri: stavolta l'abbiamo riproposto contro i vicecampioni del mondo, a sprazzi siamo stati brasiliani».