A NEW YORK 1-4 CONTRO IL MANCHESTER UNITED

I bianconeri sono stati sconfitti per 4-1 dal Manchester. Una doppietta di Giggs e un capolavoro dell'olandese Ruud van Nistelrooy hanno animato una serata in terra d'America dalla quale Marcello Lippi esce con più interrogativi aperti che risposte. Lippi ha offerto al neo-acquisto Fabrizio Miccoli la possibilità di partire titolare e anche il «cattivo» Camoranesi è sceso in campo al fischio iniziale. Il tecnico juventino aveva preannunciato che per il test non avrebbe fatto ricorso alla squadra titolare, per risparmiare giocatori che in questa fase della stagione difficilmente potrebbero reggere a tre partite in una settimana e per utilizzare le armi migliori contro il Milan. Ma il Manchester di sir Alex Ferguson ha punito la scelta. Al 23' del primo tempo, Giggs ha cominciato la raffica delle marcature con una grande punizione dal limite, finita all'incrocio dei pali. Nella ripresa, lo stesso Giggs ha raddoppiato al 60' su imbeccata di Veron e un minuto dopo Van Nistelrooy ha strappato ovazioni, con uno stop di petto seguito da una rotazione e da un bolide imprendibile per Chimenti. Nedved ha accorciato al 70' con un ottimo destro, ma a 11' dalla fine Solskjaer ha reso più pesante il bilancio per la Juve. Pur essendo un'amichevole, Lippi non ha affatto digerito il pesante ko. «Quello che non mi è piaciuto è stato veder giocatori che giocavano per se stessi piuttosto che per la squadra. Puoi essere un grande campione - ha incalzato il tecnico bianconero - ma anche i grandi campioni non possono giocare per se stessi». L'irritazione di Lippi è diventata evidente nel secondo tempo della partita, al 62', quando ha mandato in campo in un colpo solo dieci giocatori, in pratica una nuova squadra incentrata sui pezzi da novanta che aveva lasciato a riposo all'inizio del match (Del Piero, Trezeguet, Nedved). «Mi sono arrabbiato perchè i giocatori perdevano la palla e non andavano a riprenderla», ha detto Lippi. «È difficile andare in giro per il mondo - ha concesso - e giocare contro squadre di questo livello con solo 10 giorni di preparazione. Il problema è stato quello di incontrare una squadra che è più avanti nella preparazione. Ma nella secondo metà sono stato più contento, hanno giocato con più facilità e creato tre o quattro occasioni da gol». Intanto il Milan, dopo un altro ko, quello contro il Barcellona, pensa solo alla Supercoppa di domani sera. In casa milanista le geometrie del 4-3-1-2 appaiono ancora imprecise e il Milan 2, quello che esce dalla panchina, risulta più tonico e attento dei titolari guidati dall'Invincibile per eccellenza, Paolo Maldini. «Se avessimo giocato la Supercoppa tra un mese - aveva spiegato il mister, Carlo Ancelotti - non sarebbe stato male, ma penso anche che la gente avesse una gran voglia di rivedere Juve-Milan. E allora va bene pure il 3 agosto: sia noi che la Juve siamo sullo stesso piano».