dall'inviato TIZIANO CARMELLINI IRDNING — Talento, carisma, semplicità e un cuore grande così.

«Mi fa piacere essere considerato così, si vede che sto facendo bene in Italia e in Europa». Totti può ancora crescere? «Spero di crescere ancora, nella vita c'è sempre da migliorare. Ho ancora tanti anni davanti a me». Già e forse vincere serve anche ad essere più rispettati? «Bisogna stare tranquilli, non uscire allo scoperto con tante lamentele, fare il nostro lavoro e basta. Poi è normale che quando te ne fanno troppe, come si dice a Roma, sbotti». Quest'anno si aspetta un diverso trattamento? «Spero di sì». Come vivete voi giocatori la diatriba Sensi-Capello? «Non c'entriamo nulla. Pensiamo solo a giocare e restare uniti: lo scorso anno non ci siamo riusciti». Adesso Totti conta di più anche nella società? «Sono il capitano, io rispetto tutti i dirigenti, ma ovvio che voglio sapere quello che succede: acquisti e altre cose. Eppoi ora ha un filo diretto con la dirigenza, questo è meglio: per tutti». Capello ha detto che Totti non merita di fare la fine di Gigi Riva. «Sono felice per le parole del tecnico, ma sono convinto di essere già in un grande club. Abbiamo giocatori importanti e spero che arrivino altri acquisti». Insomma Totti resta? «Ho un contratto con la Roma fino al 2006 e ci tengo a prolungarlo. Ovvio che, come tutta la squadra, voglio un gruppo competitivo che ci permetta di vincere come abbiamo già fatto in passato. Lo meritano i tifosi, la città». Nella discussione del piano taglia-ingaggi la Roma le ha proposto un prolungamento? «Sì, ne stiamo ancora discutendo, ma c'è questa possibilità». Lei ha detto sì a patto che ci sia l'ok di tutto il gruppo. «Esatto, io sono il capitano, ma per il resto mi comporto come il resto della squadra». Quindi non c'è un caso-Stam nello spogliatoio giallorosso? «No e non vogliamo che ci sia». Si aspettava quella reazione dopo le sue dichiarazioni in nazionale? «Sono abituato a fare delle battute, purtroppo non tutti le capiscono». E subito dopo è arrivato Chivu: impressioni? «Un giocatore che può fare la differenza, fondamentale per rafforzare la nostra difesa. Ogni anno bisogna migliorare se si vuole vincere». Un giudizio su Mancini? «Un buon acquisto, molto forte fisicamente». Se la Roma a questo punto potesse comprare solo un giocatore, lei chi prenderebbe? «Davids, lo sapete che è un mio pallino», Difficile però trattarlo con la Juve: in realtà la Roma sta cercando un attaccante. «Credo che ci sarà ancora uno o due acquisti. Io prenderei Cissè. E' fortissimo, potente, quello che servirebbe a questa Roma». Morientes? «E' l'altro nome che farei in questo momento. Anche se poi bisogna vedere quando vengono a giocare in Italia: il nostro calcio è un'altra cosa». In questo caso dove potrebbe arrivare la Roma? «Allo scudetto, non c'è dubbio. L'importante è credeci, perchè l'aspetto mentale conta moltissimo». E' proprio la «testa» la cosa che vi è mancata lo scorso anno? «Sì, anche se all'inizio ci hanno un po' penalizzato e partire con 10 punti in meno di Milan, Inter e Juve è difficile da recuperare». E se l'attaccante non dovesse arrivare? «In realtà è già arrivato, sono io». Già, il suo nuovo ruolo da punta... una vittoria di Capello. «Direi di sì, è stata una sua idea. Io lì davanti mi trovo bene, anche perchè giocando come prima punta posso tornare. Eppoi quando inizi a segnare prendi sicurezza». Il prossimo anno Totti capocannoniere? «Magari, con meno infortuni... perchè no». E Montella? «Ha avuto dei problemi lo scorso anno, ma adesso mi sembra sia tornato lui». Delvecchio da cedere o da tenere? «Da tenere, serve uno così. Tatticamente è molto utile». Su chi punterebbe per l'anno alle porte? «Candela. Ha bisogno di riscatto e vedo in lui una grande voglia, è caricatissimo». La Roma ha un problema in porta? «No. Pelizzoli ha solo bisogno di crescere