LA CRISI DI «SUPERMARIO»

Non bastano perché i suddetti limiti ora come ora sono evidenti, e interessano almeno tre componenti fondamentali. Uno: la condizione. Mario non ha corso per un mese, limitandosi ad allenarsi, e quindi non può pretendere di arrivare al Giro e dettar legge senza avere il ritmo di gara nelle gambe (che sono quelle di un 36enne, come ha tenuto anche lui a ricordare). Due: lo stress. La pressione che grava sul Campione del Mondo non è quella cui è soggetto un Rodriguez qualsiasi; per di più nel nostro caso il dover battere il record di Binda (impresa ancora da compiere e di cui già non ne possiamo più) è un'aggravante. Tre: la squadra. I compagni del Commendatore l'hanno lasciato un po' troppo spesso un po' troppo solo. Per dire: ieri, sulla prima salita (Cresta di Zungri), Mario s'è staccato, ma poi è rientrato con l'aiuto della squadra e con una certa fatica. Senonché sulla salita successiva, più dolce della precedente, si è di nuovo staccato, ma stavolta il solo Ongarato era al suo fianco per riportarlo su. E fatalmente la missione è fallita, malgrado più avanti si sia fermato anche Colombo (che era nel primo gruppo) per aspettare il capitano in ritardo. I rapporti nella Domina Vacanze sono un po' tesi, anche se Cipollini ha glissato, accollandosi tutta la responsabilità di questo periodo negativo e mostrandosi molto sereno (la qual cosa gli fa onore). Ma non c'è dubbio che se Re Leone non verrà circondato da qualche attenzione in più, sbotterà entro pochi giorni. Salutini, diesse della Domina, questo lo sa: saprà anche prendere le giuste contromisure? Ma. G.