IL PRESIDENTE NERAZZURRO CARICA LA SQUADRA

Oggi poi la squadra al completo (con l'aggiunta dei tre nazionali) si trasferisce direttamente sul terreno del Meazza. Fatto decisamente insolito. Niente si può trascurare quando le prossime tre partitissime si giocano su quel prato. È il segnale di quanto sia importante il momento, anche se non è una novità assoluta: era già successo alla vigilia della prima di campionato, Inter-Perugia (vinta 4-1 per la cronaca), e all'indomani di Inter-Chievo anche se allora la motivazione era nel ghiaccio che assediava i prati della Pinetina. Al lavoro senza lasciarsi distrarre, si raccomanda Moratti, da improbabili fantasticherie sulla nuova 'coppia dei sognì nerazzurri, quel Totti assieme a Vieri che, dopo Palermo, solletica la fantasia dei tifosi. Il presidente si fa sentire per dire che il Francesco Totti da considerare adesso è il capitano della Roma, la squadra alla quale il 'romanzo del campionatò affida quest'anno il ruolo di arbitra dello scudetto. A cominciare da domenica sera a S. Siro dove i due fuoriclasse azzurri si sfidano da avversari in una partita determinante stavolta solo per i nerazzurri che, a perderla, rischiano di vedere dilatato il vantaggio della Juve. «Sarà una partita interessante - dice il presidente nerazzurro - e speriamo anche bella: a questo punto della stagione, è necessario esprimere anche un buon gioco per ottenere dei risultati positivi». Evidentemente Moratti ricorda bene che proprio contro i giallorossi, un anno fa in quella che allora era una sfida scudetto per entrambe le squadre, l'Inter mostrò il punto più alto del suo gioco. «In ogni caso - prosegue - da qui alla fine, ogni partita sarà decisiva. Se avessimo fatto meglio nelle gare precedenti, non sarebbe così, ma ora sono tutte decisive. Quindi, non ci si può rilassare». Vietato pensare a Totti, sicuramente non è il momento. «A lui - dice Moratti - vanno fatti tanti complimenti, ma niente più di questo». Curiosa coincidenza poi quella delle settimane di primavera nerazzurre che, mischiando solo un pò le carte, ripropongono un anno dopo le stesse avversarie ai nerazzurri. L'Inter di Ronaldo e Vieri nel marzo 2002 si candidò allo scudetto vincendo il derby, pareggiando con la Juve, vincendo a Lecce in trasferta e poi battendo il 24 marzo la Roma. Con l'intermezzo internazionale di due incontri col Valencia. Più o meno ci risiamo: c'è la Roma, poi il Valencia, il derby, una trasferta a Brescia, e poi ancora gli spagnoli che furono di Cuper, stavolta al Mestalla. Giocoforza, ripetere la serie e sperare in un finale diverso.