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Leone d'Oro a "Woman Unknown". Italia a secco nel concorso principale

'Woman Unknown', dramma ambientato in Danimarca all'indomani dell'occupazione nazista e diretto da May el-Toukhy, ha vinto il Leone d'Oro all'83ª Mostra del Cinema di Venezia. La serata è stata presentata dagli attori Nicolas Maupas e Greta Scarano, con la partecipazione della cantante Francesca Michielin, che ha reinterpretato un classico di Bjork 'It's Oh So Quiet'. El-Toukhy era l'unica regista nel concorso principale quest'anno. La sua pellicola è incentrata su una giovane tata e domestica che, nell'immediato dopoguerra, sta per sposare il suo ricco datore di lavoro; tuttavia, la donna cela una passata relazione intima con un soldato tedesco, un segreto che minaccia di compromettere la sua reputazione. La protagonista, Mathilde Arcel, ha vinto anche il premio per la migliore attrice.

La giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal ha annunciato i vincitori, tra cui il premio per il miglior attore assegnato a John Malkovich per la sua interpretazione nella cupa commedia sulla CIA 'Wild Horse Nine'. Malkovich non era presente alla cerimonia, ma ha inviato un videomessaggio spiegando di essere impegnato nelle riprese di un film a Montreal. "Sono onorato di ricevere questo premio, conferito in passato a tanti attori straordinari", ha dichiarato Malkovich.

  

'Naza', il controverso documentario sulle strategie militari adottate durante la guerra a Gaza realizzato dai cineasti israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, già premi Oscar per 'No Other Land', ha ricevuto il Premio Speciale della giuria.  'Possible Love', poetico ritratto delle dinamiche di classe e lavoro firmato dal regista sudcoreano Lee Chang-dong, ha vinto il Leone d'Argento - Gran Premio della Giuria, il secondo riconoscimento più importante. 'Possible Love' segna il ritorno di Lee alla regia a otto anni di distanza dall'acclamato 'Burning'. La giuria ha assegnato poi il Leone d'Argento per la regia a Ilya Krzhanovsky per il film 'Dau', un progetto sulla realizzazione della bomba atomica da parte di fisici sovietici, la cui produzione ha richiesto oltre vent'anni. Krzhanovsky, che ha rinunciato alla cittadinanza russa per protestare contro la guerra in Ucraina, ha dedicato il premio agli ucraini, inclusa sua madre, nata proprio lì. Il regista francese Stéphane Brizé ha vinto il premio per la sceneggiatura con il dramma aziendale 'A Good Little Soldier'.

A Malou Khebizi è stato conferito il premio Marcello Mastroianni per l'attore emergente, grazie alla sua interpretazione nel film di Cédric Kahn 'A Place to Heal', ambientato nel reparto di psichiatria adolescenziale di un ospedale pubblico.

Grande delusione per l'Italia, rimasta a bocca asciutta di premi nel concorso principale nonostante i cinque film in gara ('Succederà questa notte' di Nanni Moretti, 'The Echo Chamber' di Andrea Pallaoro, 'Il fuoco che ti porti dentro' di Edoardo De Angelis, 'L'estranea' di Paolo Strippoli e 'Ritorno a Buenos Aires' di Marco Bechis). In particolare aspirava alla Coppa Volpi Vanessa Scalera per la sua interpretazione ne 'Il fuoco che ti porti dentro'. Magra consolazione per il cinema italiano il premio a Riccardo Scamarcio come miglior attore nella sezione Orizzonti per il film 'I Figli della Scimmia' di Tommaso Landucci, che ha ricevuto anche il premio per la migliore sceneggiatura.