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Riccardo Cocciante chiude col botto il festival dell'Argentario

Francesco Puglisi

È stata la straordinaria voce di Riccardo Cocciante a chiudere la terza edizione del Festival dell’Argentario, andato in scena dal 10 al 12 luglio nella suggestiva cornice di Piazzale dei Rioni. Tre serate di grande musica, cultura e spettacolo che hanno confermato la costante crescita della manifestazione, ormai considerata uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’estate toscana.
Sul palcoscenico affacciato sul mare, in una scenografia unica che sembrava galleggiare sull’acqua, si sono alternati alcuni tra i protagonisti più autorevoli della televisione, del giornalismo e dello spettacolo italiano. Insieme a Riccardo Cocciante hanno infatti animato il Festival Alberto Matano, Serena Autieri, Giovanna Botteri, Barbara De Rossi, Valentina Bisti e Gigi Marzullo, regalando al pubblico tre serate di altissimo livello artistico e culturale.
Promosso dal Comune di Monte Argentario, fortemente voluto dal sindaco Arturo Cerulli e realizzato grazie all’impegno dell’assessora al Turismo, Cultura e Commercio Chiara Orsini, il Festival continua a crescere con l’obiettivo di valorizzare il territorio attraverso eventi di qualità, capaci di richiamare visitatori da tutta Italia e di riportare il promontorio al centro della scena culturale nazionale. La manifestazione si è aperta con lo spettacolo teatrale «Tu vuo’ fa’ l’american»o, diretto da Marcello Cirillo, con gli arrangiamenti e la direzione musicale dell’Orchestra del Maestro Demo Morselli. Attraverso la voce narrante di Barbara De Rossi, il pubblico ha ripercorso la storia dell’emigrazione italiana in un intenso viaggio tra musica, memoria e grandi emozioni, introdotto da Gigi Marzullo, autentico padrone di casa della manifestazione. Tra i momenti più significativi di questa edizione anche la nascita del Premio Brando Giordani, istituito per ricordare il grande dirigente Rai, giornalista, regista e autore televisivo. Il riconoscimento, dedicato a chi unisce eccellenza professionale e qualità umane, è stato assegnato ad Alberto Matano, Giovanna Botteri e Mara Venier. Matano e Botteri hanno ricevuto il premio sul palco dalle mani di Gigi Marzullo e Valentina Bisti, mentre Mara Venier, impossibilitata a partecipare, è intervenuta in collegamento promettendo di essere presente il prossimo anno per ritirare personalmente il riconoscimento. Presenza particolarmente apprezzata durante tutte le serate anche quella di Simona Agnes, da sempre profondamente legata all’Argentario.
Grande emozione anche con Serena Autieri, protagonista di un raffinato concerto culminato in un intenso omaggio a Peppino di Capri, scomparso proprio nella giornata di sabato. La sua interpretazione di Champagne ha commosso l’intera piazza, che ha voluto ricordare con un lungo applauso uno degli artisti più amati della musica italiana.
Il sipario è calato domenica sera con l’attesissimo incontro tra Gigi Marzullo e Riccardo Cocciante. Il cantautore ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera alternando racconti personali all’interpretazione di alcuni dei suoi brani più celebri, da Bella senz’anima a Quando finisce un amore, da Margherita fino a Se stiamo insieme.
«La musica è la mia passione – ha raccontato Cocciante –. Ho sempre fatto le scelte che sentivo più vere, senza accettare imposizioni. È stata una strada a volte più difficile, ma alla fine è sempre stato il pubblico a scegliere la mia musica».
Parole accolte da una lunga ovazione, che hanno chiuso simbolicamente un’edizione destinata a lasciare il segno. Il bilancio finale non può che essere positivo. Forte dei risultati ottenuti in questi tre anni, il Festival dell’Argentario conferma un percorso di crescita che ha restituito al promontorio il fascino delle storiche edizioni degli anni Sessanta, quando rappresentava uno degli appuntamenti più esclusivi dell’estate italiana. Oggi quello stesso spirito continua a vivere in una manifestazione capace di coniugare spettacolo, cultura e promozione del territorio, diventando un punto di riferimento sempre più importante per il pubblico e per il panorama culturale nazionale.