70° anniversario
Eurovision, al via lo show a Vienna. Sal Da Vinci sogna la vittoria per Italia
Si accendono le luci sulla Wiener Stadthalle di Vienna per la prima semifinale dell'Eurovision Song Contest 2026, in onda martedì 12 maggio. Un'edizione storica - è il 70° anniversario della manifestazione - che riporta il concorso nella capitale austriaca, già sede nel 1967 e nel 2015, e che si presenta fin da subito come un altro "show dei record". La prima semifinale sarà trasmessa dalle 21.00 su Rai 2, preceduta alle 20.15 da una speciale "Anteprima Eurovision". Alla conduzione della versione italiana trasmessa su Rai1 ci saranno Gabriele Corsi, alla sua sesta edizione, ed Elettra Lamborghini, al debutto come telecronista. Ad aprire sarà la Moldavia con Satoshi con l'entusiasmo di 'Viva, Moldova!', a chiudere la Serbia con il rock dei Lavina. Al centro della serata, seppure fuori concorso perché qualificata di diritto alla finale, l'Italia di Sal Da Vinci con 'Per sempre sì', in scaletta tra Georgia e Finlandia (tra le favoritissime), e l'italiana Senhit per San Marino, in coppia con Boy George con 'Superstar'.
La serata sarà aperta da "Vita di Toni", racconto visivo e musicale costruito attorno alla vita del protagonista dagli anni Cinquanta a oggi. Il momento culminante sarà l'esecuzione corale di "L'amour est bleu", brano simbolo dell'edizione viennese del 1967, interpretato da un coro di 70 elementi - uno per ogni anno del concorso. Sul palco tornerà Vicky Leandros, quarta proprio con quel brano nel 1967 e poi vincitrice nel 1972 con "Après toi": 59 anni dopo, ancora a Vienna. Durante il televoto, il siparietto "Kangaroo" giocherà sull'equivoco geografico più celebre dell'Eurovision contemporaneo. Swarovski e Ostrowski, affiancati da Go-Jo (Australia 2025 con "Milkshake Man"), spiegano "una volta per tutte" le differenze tra i due Paesi. A chiudere il segmento, il gruppo austriaco di danza e acrobatica Zurcaroh rievoca il Wiener Prater di inizio Novecento. A fare gli onori di casa ci sarà anche Auri, mascotte ufficiale ideata da ORF: solo la quarta nella storia del contest, dopo Eurocat (Zagabria 1990), Eurobird (Malmö 1991) e Lumo (Basilea 2025). Vienna ha già ospitato il contest nel 1967 (con la vittoria di Sandie Shaw e l'Italia 11ª con Claudio Villa) e nel 2015, dopo il trionfo di Conchita Wurst: in quell'edizione si registrarono ascolti record con oltre 197 milioni di spettatori nel mondo e l'Italia salì sul podio, fummo terzi vincendo il televoto con Il Volo e "Grande Amore".
Un evento che si conferma non solo spettacolo televisivo, ma esperienza inclusiva e condivisa, capace di parlare a tutti i pubblici e di unire milioni di spettatori nel segno della musica. Non sono mancate nei mesi scorsi e anche in queste ore le polemiche per la partecipazione di Israele. Tanto è vero che proprio Tel Aviv potrebbe lasciare l'Eurovision per 'trasferirsi' nella nuova edizione che sta nascendo in Asia. Lo riporta Ynet citando due fonti, secondo cui la proposta è stata sollevata e discussa, con tentativi di sondare il parere dei paesi che hanno già aderito ad Eurovision Asia e di quelli che sono in fase di negoziazione per aderire alla nuova manifestazione asiatica. Secondo le stesse fonti però ci sarebbe stata una parziale opposizione, che mette in dubbio il fatto che il trasferimento possa effettivamente andare in porto. Intanto le emittenti pubbliche di Spagna, Irlanda e Slovenia hanno annunciato che non trasmetteranno l'Eurovision, a causa proprio della partecipazione di Israele. Il gruppo sloveno RTV ha annunciato che trasmetterà invece un programma sui palestinesi, il gruppo spagnolo RTVE manderà in onda un evento musicale non correlato all'Eurovision e l'emittente pubblica irlandese trasmetterà un episodio di una serie televisiva. Nei mesi scorsi anche l'emittente islandese RÚV aveva annunciato un boicottaggio, mentre nelle ultime settimane ci sono stati rumors di un possibile ritiro dell'emittente pubblica del Portogallo RTP poi smentiti.