Da Del Debbio

Diritto e Rovescio, Capezzone asfalta i maranza: "E' sempre colpa degli altri, ma non è mai vostra?"

Infuria, giorno dopo giorno, la questione maranza. Giovani, spesso immigrati di seconda generazione, che tornano al centro delle cronache per malavita e violenze. Fatti e crimini che, nella dialettica collettiva, vengono sempre contestualizzati, minimizzati e addossati a qualcun altro: al contesto, alla povertà, allo Stato. Se ne discuteva ieri 2 aprile a Dritto e Rovescio, la trasmissione di approfondimento condotta dal giornalista Del Debbio su Rete 4, dove il direttore de Il Tempo, Daniele Capezzone, è intervenuto in risposta ai giovani maranza invitati in studio: "Una volta colpa dello Stato, una volta colpa della famiglia, ma non è mai colpa vostra. Quando arriva il punto in cui è anche colpa tua?"

La critica è verso l'incapacità di assumersi le responsabilità, che vengono sempre scaricate a soggetti terzi. Un meccanismo che porta dunque a una giustificazione degli atti di delinquenza. "Giustificate il furto come sfizio - prosegue Capezzone - Ma la violenza come si giustifica? Per fare quella cosa in quattro si spacca la testa a una persona, si rompe la gamba a un'anziana, si picchia a sangue un ragazzino. Allora mi sorge il dubbio che per voi la violenza non è un mezzo, ma è un fine".

  

Lapidaria la conclusione: "Lo sfizio è proprio la violenza, fare male, ed è per questo che dovete essere puniti e dovete rispondere di quello che fate, perché siete pericolosi, perché quando si sta in una comunità e si fa del male agli altri che tu abbia 14, 15 o 41 o 61 anni, tu devi rispondere".