Radicalizzazione
Dritto e Rovescio, Del Debbio e la lezione di civiltà all'attivista
Manca davvero poco al referendum sulla giustizia che chiamerà gli italiani alle urne il prossimo 22 e 23 marzo. Nelle piazze, intanto, la tensione sale. Come in quella dei collettivi giovanili di Sinistra, in cui è stata bruciata la foto della premier Giorgia Meloni. Un gesto di violenza e intolleranza politica, di cui discuteva anche nella trasmissione Dritto e Rovescio, in diretta ieri 19 marzo su rete 4 e condotta giornalista Paolo Del Debbio.
Come ospite, proprio la ragazza che ha appiccato l'immagine della presidente del Consiglio. Parte incalzando la polemica sul mancato voto che ha coinvolto una parte dei fuori sede, ma poi spiega subito il senso del gesto: "Noi abbiamo bruciato quelle immagini perché crediamo che in questo momento il governo Meloni ha un po' paura dei giovani di questo paese e ha paura sia rispetto alle piazze sia rispetto dal punto di vista delle scelte politiche". La critica politica che diventa eliminazione simbolica dell'avversario, ennesimo esempio di una radicalizzazione poco democratica che affligge quei collettivi.
"Però bruciare le immagini non sembra un gesto di violenza? Perché bisogna bruciare un'immagine di una persona? - la sollecita Del Debbio - Io non brucerei mai l'immagine di uno che la pensa contrariamente da me".
La risposta, debole e sempre più anti-democratica, è quella di aver voluto mandare un segnale per attirare l'attenzione e uscire dal cono d'ombra "fatto dai media". A riprova del fatto che la tendenza di una certa parte politica è quella di alzare pericolosamente sempre più l'asticella per ottenere un barlume di attenzione.