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Sanremo, la serata cover. Torna Balti, Siani mister X, il bacio Levante-Gaia
La serata dei duetti al Festival di Sanremo si apre con l’entusiasmo delle grandi occasioni. A inaugurare uno dei momenti più attesi è Laura Pausini, avvolta in un abito di pelle, guanti fucsia e maxi occhiali scuri: un ingresso deciso, accompagnato da “Ritorno ad amare”, prima di attraversare il teatro e raggiungere il palco con “Immensamente” e “Io canto”. La prima sorpresa arriva subito dopo, quando fa capolino il “Mister X” annunciato in conferenza stampa, il comico Alessandro Siani, pronto a far esplodere il pubblico con le sue battute sulla scenografia, sui coristi “a Roccaraso” e perfino sullo share della prima puntata. Sanremo, commenta, “non è una città, ma una condizione permanente dell’animo”.
La scaletta entra quindi nel vivo con il ritorno sul palco della modella Bianca Balti, alla sua seconda partecipazione consecutiva. L’anno precedente era salita sul palco in un momento delicatissimo, appena conclusa la chemioterapia per un tumore ovarico al terzo stadio diagnosticato nel 2024. Ora, con i capelli ricresciuti e una nuova consapevolezza, racconta l’emozione di tornare dopo la guarigione: «Sono consapevole di rappresentare qualcosa di più di una modella… È un’emozione grandissima. Questa volta mi sono cresciuti i capelli», scherza.
Il ritmo cambia con Patty Pravo, accompagnata dal ballerino Timofej Andrijashenko, in un elegante omaggio all’amica Ornella Vanoni sulle note di “Ti lascio una canzone” di Gino Paoli. Chapeau davvero. Subito dopo, Mara Sattei affianca Mecna in “L’ultimo bacio” di Carmen Consoli, colonna sonora dell'omonimo film di Gabriele Muccino: un brano impreziosito dalle barre del rapper, che lo rendono sorprendentemente attuale.
L’atmosfera si fa più frizzante con Levante e Gaia in un duetto tutto al femminile, sensuale e giocoso, sulle note de “I maschi” di Gianna Nannini. Le due artiste si guardano per tutta l’esibizione, fino al bacio finale che incendia il pubblico dell'Ariston.
Poi è la volta di Malika Ayane, che sceglie come partner l’attore Claudio Santamaria per “Mi sei scoppiato dentro il cuore”, il classico di Mina uscito nel 1966, scritto da Lina Wertmüller e arrangiato da Ennio Morricone. Ayane decide di farsi accompagnare da un uomo per ribadire che la sensibilità non ha genere.
L’energia rock arriva con le Bambole di Pezza, band al femminile, insieme alla regina delle sigle Cristina D'Avena in “Occhi di gatto”, con tanto di incursione su “Whole Lotta Love” dei Led Zeppelin. Il pubblico va letteralmente in delirio.
Il tono cambia con Dargen D'Amico, che duetta con Pupo e il trombettista Fabrizio Bosso in “Su di noi”, rileggendo il brano di Enzo Ghinazzi con un messaggio forte sui conflitti mondiali. L’esibizione si chiude con la voce di Papa Francesco: «Non rassegnamoci alla guerra».
Un salto poetico arriva con Tommaso Paradiso e gli Stadio in “L’ultima luna” di Lucio Dalla, brano del 1979, riflessione sul tempo, sul cosmo e sull’essere umano. La loro versione è intensa e rispettosa.
Spazio poi alla delicatezza di Michele Bravi e Fiorella Mannoia in “Domani è un altro giorno”, un omaggio tenero e malinconico a Ornella Vanoni, che avrebbe sicuramente apprezzato.
Il momento più tenero della serata arriva quando Tredici Pietro, insieme a Galeffi e Fudasca & Band, interpreta “Vita”. A sorpresa, sul palco compare suo padre, Gianni Morandi. Una reunion emozionante sul brano scritto da Mogol e Mario Lavezzi, pubblicato nell’album Dalla/Morandi del 1988. L’eterno ragazzo, ancora una volta, non delude.
C'è Fulminacci, affiancato dalla giornalista Francesca Fagnani, con una versione moderna di “Parole Parole”. Chi ama Mina e Alberto Lupo non è rimasto deluso dallo scambio di ruoli proposto dai due artisti.
LDA & AKA 7even con Tullio De Piscopo in “Andamento lento”. Partenza con assolo di Aka al pianoforte. E’ tutto un crescendo. 80 anni di emozioni con lo storico batterista di Pino Daniele. Versione impreziosita dalle barre di LDA. Standing Ovation anche alle prove.