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Sanremo 2026, duetto show di Eros Ramazzotti e Alicia Keys. Premio alla carriera a Mogol
La terza serata del Festival di Sanremo si apre al Teatro Ariston, guidata da Carlo Conti, e subito il clima è quello delle grandi occasioni. La prima notizia riguarda le Nuove Proposte: il Premio della Critica Mia Martini va ad Angelica Bove con Mattone, riconoscimento a cui si aggiunge anche il premio della Sala Stampa Radio e Tv “Lucio Dalla”. Subito dopo arriva la proclamazione del vincitore: Nicolò Filippucci, classe 2006, umbro, trionfa con Laguna. “Sono contentissimo. Grazie a tutti”, dice emozionato subito dopo la vittoria, mentre il pubblico accoglie la sua spontaneità con calore.
La gara dei Big prende avvio con Maria Antonietta & Colombre e il loro brano La felicità e basta. I due, “legati da 16 anni” e provenienti da percorsi musicali affini, spiegano di aver inciso insieme il primo album solo pochi mesi fa e di essere arrivati al Festival senza l’intenzione di diventare la nuova “coppia sanremese per eccellenza”. La serata procede spedita—qualcuno scherza: “Carlo Conti è una macchina da guerra”—e arriva il turno di Leo Gassmann con Naturale. Il cantante lo definisce “un grido d’amore”, una canzone che invita a valorizzare chi si ha accanto: “Credo che ognuno di noi troverà un significato diverso, da mettere al sicuro nel posto giusto del proprio cuore”.
Il momento più atteso dell’inizio serata arriva quando Conti invita sul palco la co-conduttrice, Irina Shayk. “Buonasera Italia, buonasera Sanremo”, esordisce. Poi, in italiano, aggiunge: “Sono felice di essere qui”. Durante la giornata le era stata rivolta in conferenza stampa una domanda sulla guerra, inevitabile visto il suo Paese d’origine. Sul palco risponde con equilibrio: “Vorrei evitare commenti di carattere politico, sono qui per celebrare l'amore e la musica. Sono felice e grata di essere qui, so che nel mondo stanno accadendo tante cose ma sono qui, circondata dai vostri sorrisi”.
È poi il momento del primo grande omaggio della serata: l’Ariston si alza in piedi per accogliere Mogol, che riceve il premio alla carriera. “Un’accoglienza così mi emoziona”, dice, ricordando come “le canzoni siano l’unica cosa che la gente impara a memoria” e come questo le renda centrali nella cultura popolare. Alla domanda su quale sia il brano a cui è più legato, risponde senza esitazione: Dormi amore, dedicata alla moglie Daniela Gimmelli. Dopo un video-tributo con le sue composizioni più celebri, gli viene consegnata la targa SIAE per il suo primo deposito musicale, datato 2 febbraio 1960.
La gara riparte con Malika Ayane e Animali notturni. “Quest’anno volevo portare altro, qualcosa che per me è un punto di arrivo importante”, racconta l’artista, che sceglie un microfono con il cavo: “Una scelta per non adattarmi e portare un contributo personale”. Subito dopo arriva una parentesi comica: Ubaldo Pantani irrompe sul palco nei panni di Lapo Elkann, vestito con un abito tricolore, strappando risate all’Ariston.
L’atmosfera cambia radicalmente quando Laura Pausini interpreta Heal the world di Michael Jackson, accompagnata dal Piccolo Coro dell’Antoniano (organizzazione musicale). Le immagini in bianco e nero di conflitti internazionali scorrono alle sue spalle e il messaggio è chiaro: “Oggi più che mai, mentre veniamo bombardati di messaggi che inneggiano all’odio, abbiamo bisogno di gentilezza”.
Poi è il turno di Sal Da Vinci con Per sempre sì. L’Ariston esplode in una super standing ovation. Merita il podio. Ma subito dopo arriva uno dei momenti più duri e commoventi della serata: Paolo Sarullo, 25 anni, di Albenga, rimasto tetraplegico dopo un tentativo di rapina da parte di una baby gang, interviene in collegamento da casa. “Li ho perdonati”, aveva detto qualche mese fa durante una sua apparizione a Storie Italiane (programma televisivo). Con voce salda ribadisce il suo messaggio: “No alla violenza”. Poi canta Balorda nostalgia di Olly. Conti lo saluta dicendo “Non mollare”. La risposta di Sarullo, immediata e tagliente, è: “Un ca**o”.
Il tema della violenza di genere trova spazio anche grazie alle parole di Conti: “A proposito di donne: quando una donna dice no, è no”. Poco prima erano risuonate sul palco le note di Siamo donne di Jo Squillo e Sabrina Salerno, brano iconico del 1991 che torna a risvegliare un messaggio ancora attuale.
La scaletta prosegue con Tredici Pietro e Uomo che cade, e poi arriva un momento definito dalla diretta “quello che aspettavamo”: sul palco tornano Virginia Raffaele e Fabio De Luigi. “Sono passati dieci anni, e ci ritroviamo qui. Dieci anni fa Trump faceva casino, tu presentavi Sanremo, Arisa e Patty Pravo gareggiavano, quanti ricordi”, scherza Raffaele, ricordando la co-conduzione del 2016. I due presentano il film Un Bel Giorno (film), in uscita il 5 marzo, e si improvvisano polistrumentisti, seminando il panico tra i maestri d’orchestra e arrivando persino a prendere il posto del direttore Pinuccio Pirazzoli. Alla fine Conti offre a Virginia un regalo particolare: “l’orecchio di Donatella Versace”, uno dei cimeli dei suoi celebri travestimenti. “Sono grata a Sanremo che mi ha dato tantissimo”, dice lei. “Sarà bello rincontrarmi con Carlo Conti”.
Entra in scena Raf con Ora per sempre, definito “uno dei simboli della musica italiana”. La performance è ottima e molto apprezzata.
Il gran finale della serata è dedicato ai 40 anni di Adesso tu. Eros Ramazzotti torna sul palco con uno dei suoi brani più amati, vincitore del Festival nel 1986. Accanto a lui, ospite d’eccezione, c’è Alicia Keys, pronta a duettare con la sua voce “ricca e profonda” sulle note di L’Aurora (1996). Ma l’esecuzione si blocca subito: “Stop stop, non mi riesce a sentire in cuffia”, dice la Keys. Il duetto viene rimandato dopo la pubblicità, per consentire ai tecnici di risolvere il guasto.
Quando la diretta riprende, l’Ariston viene travolto da un’esibizione da brividi. Il pubblico grida: “Bis, bis”. La Keys decide di regalare un momento indimenticabile, interpretando Empire State of Mind e trasformando la frase “Now you’re in New York” in un emozionante “Now you’re in Sanremo”. L’Ariston risponde con un applauso lunghissimo.
Francesco Renga, piace Eddie Brock con “Avvoltoi”. Il Festival plaude Serena Brancale con “Qui Con Me”. Non bisogna sforare con l’orario. Samurai Jay porta sul palco Belén Rodríguez in “Ossessione” . Arisa, Michele Bravi, Luchè, Mara Sattei, Sayf. Nel Festival di Conti non poteva mancare Maria De Filippi, che lo condusse proprio con il direttore artistico nel 2017. Eccellente come sempre l’imitazione di Vincenzo De Lucia, che consegna due lettere a Conti e Pausini. E che gli ascolti da capogiro di Maria vengano in aiuto di Carletto. Ah saperlo!
Nella top 5 della terza serata ci sono Arisa, Sayf, Luchè, Serena Brancale e Sal Da Vinci. La classifica provvisoria della serata è stata determinata dal voto congiunto della Giuria delle Radio e del Televoto.