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Sanremo 2023, Amadeus si difende sulla bufera Rosa Chemical

Sanremo 2023, infuria la polemica sugli scandali visti sul palco dell'Ariston. Nella bufera ci finiscono tutti: i vertici Rai, gli autori e, naturalmente, il conduttore. Amadeus prova a metterci una toppa. Che però, come spesso accade, è peggiore del buco. Su Rosa Chemical il direttore artistico si appella all'imprevedibilità della diretta tv. «Come ho già detto ciò che accade sul palco non è preventivabile - si difende Amadeus - Rientra in una totale libertà che fa parte di una diretta e, al momento opportuno, ci si affida al buon senso di tutti. Capisco che qualcuno si possa turbare ma non era volontà di nessuno di noi turbare nessuno a casa». Lo ha ribadito Amadeus tornando sulle polemiche relative all’esibizione di Rosa Chemical all’Ariston. A questo punto sono in tanti a chiedere un cambio ai vertici del Festival. «Se mi mandano via, vado via. Che devo fare? - Amadeus risponde così a chi gli chiede se, sulla scia delle polemiche di questi giorni, si aspetti che gli chiedano di lasciare la direzione artistica di Sanremo, già assegnatagli lo scorso anno anche per il 2024 - Sono consapevole che qualsiasi allenatore è esonerabile. Con il 15-20% di share in meno sarei giustamente esonerato. Per questo devo sempre essere molto convinto di quello che faccio. Perché se devo sbagliare, devo poter dire ho sbagliato con le mie idee e non con le idee o le imposizioni di qualcun altro», conclude.

 

  

 

 

 

Poi Ama sottolinea la forze degli ascolti che, dal suo punto di vista, gli danno ragione. «La fotografia più bella del Festival me l’ha data questa città: un fiume di persone dai 5 agli 80 anni. La condivisione di questo pubblico mi fa capire che la forza della gente zittisce qualsiasi polemica - conclude Amadeus - Di questo Festival mi porto dietro parecchie cose. La prima immagine è la presenza del presidente Mattarella: il selfie pochi minuti prima di iniziare è un’immagine che non dimenticherò più. La scala quando siamo entrati, Roberto Benigni. E la libertà che hanno avuto gli artisti di esprimersi», ha aggiunto.