Offese a Sanremo

Willie Peyote insulta Ermal Meta e Francesco Renga. Ambra Angiolini lo umilia

Al Festival di Sanremo, Willie Peyote attacca Ermal Meta che replica per le rime e concede il bis con Francesco Renga, difeso dall'ex moglie Ambra Angiolini. In un intervento su Twitch il cantante torinese ha dichiarato: "Ermal Meta non si meritava per niente il primo posto (quello provvisorio di venerdì, nda). Non ho assolutamente niente di personale contro di lui, ma ha cantato Caruso il giorno del compleanno di Lucio Dalla ed è una scelta ruffiana. Poi canta bene e nessuno gliela leverà questa cosa, ma in confronto Annalisa è l'Etna in eruzione. Io e Annalisa abbiamo lo stesso direttore d’orchestra. Qualcuno l’accusa di essere algida... Non ho capito come è venuta fuori questa classifica...".

 

  

 

La risposta di Ermal Meta non si è fatta attendere: gli è stato sufficiente un tweet senza polemica e con tanto garbo per annichilirlo: "Caro @willie_peyote voglio farti un dispetto e dirti quello che penso. Penso che tu sia bravo. Ieri eravamo a due metri di distanza nei camerini e se mi avessi detto di persona queste parole, saresti stato il coraggioso che appari sul palco. Buona fortuna e buona musica".

 

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Peyote, in gara con "Mai dire Mai" che ha vinto il premio Mia Martini, ha detto di peggio di un altro collega, Francesco Renga: "Io credo che Renga, e mi dispiace dirlo perché lui è uno dei rappresentanti della bella vocalità all’italiana, ha cag*to sul microfono o l’ho pensato solo io? Ti dico solo che mi sembrava Aiello". E se Renga lo ha ignorato, Ambra Angiolini, ex consorte dell'artista bresciano, è intervenuta con un commento di cui si è accorto il sito Trash Italiano: "Gli altri fanno i paraculi o cag*no sui microfoni, ma quello che esce dalla sua bocca è l’unica cosa che puzza”.

L'ultima perla di Willie Peyote ha riguardato Mara Venier: nel diario tenuto per "La Stampa" aveva dichiarato che stava pensando al modo in cui dar buca a "Domenica In", voleva tirare un pacco alla Venier, ma si è presentato regolarmente e ha cantato. Un cuor di leone, come ha detto Ermal Meta. Dietro le spalle.