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Medicina: Nobel a Yoshinori Ohsumi, ha scoperto l'autofagia cellulare

Le cellule riciclano le sostanze di scart. Il commento di Chiariello

Medicina: Nobel a Yoshinori Ohsumi, ha scoperto l'autofagia cellulare

nobel

Il totonomine dei vincitori dei Nobel era iniziato da tempo. Nel campo della Medicina e Fisologia a farla da padrone, in previsione, c’era l’immunologia, con particolare riguardo all’immunoncologia, ovvero quella branca dell’oncologia che mira a sviluppare terapie antitumorali che abbiano come target non il tumore in sé quanto il sistema immunitario, potenziandolo, affinché diventi più abile a combattere il cancro. Candidati a vincere il premio Nobel nel campo, fino a stamani, secondo gli analisti della Thomson Reuters erano Gordon J. Freeman, Tasuku Honjo e Arlene H. Sharpe per aver chiarito ruolo e vie molecolari legate a PD-1 (programmed cell death-1), uno dei principali target delle strategie immunoncologiche.

 

 

CHI HA VINTO - Invece ha vinto Yoshinori Ohsumi, biologo giapponese che ha scoperto i meccanismi dell’autofagia cellulare. «Le scoperte di Ohsumi hanno portato a un nuovo paradigma nella nostra comprensione su come le cellule riciclino le sostanze di scarto», si legge nella dichiarazione dell'Assemblea dei Nobel al Karolinska Institute di Stoccolma. Il premio è di circa 933mila dollari.
 

 

COMMENTO - Il commendo di un esperto, il dottor Mario Chiariello, cnr istituto di fisiologia clinica: "L’autofagia è un fondamentale meccanismo di risposta allo stress cui vanno normalmente incontro le cellule del nostro organismo. In particolare, permette di eliminare proteine e strutture cellulari vecchie e non funzionanti e di riciclarne i costituenti. Il suo corretto funzionamento è necessario per numerose funzioni cellulari più o meno specializzate, dalla risposta alle infezioni alla capacità di resistere alla riduzione dell’apporto di sostanze nutritive. Naturalmente, un suo cattivo funzionamento può causare frequenti patologie umane quali malattie neurodegenerative e diabete. Inoltre, le cellule tumorali riescono a sfruttare a loro vantaggio questo meccanismo per resistere alle più svariate terapie antitumorali per cui oggi si pone molta fiducia nella possibilità di utilizzare farmaci in grado di modulare l’autofagia per rendere queste terapie più efficaci. In quest’ottica, gli studi pioneristici di Yoshinori Ohsumi sul fenomeno dell’autofagia, del quale ha dimostrato l’esistenza in cellule di lievito e, successivamente, ha cominciato a caratterizzare i geni essenziali, hanno aperto la strada alla migliore comprensione del funzionamento delle nostre cellule (che molti di questi geni condividono con il lievito) e offre oggi la possibilità di affrontare con più “armi” diverse e importanti patologie umane".

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