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Gli alieni esistono e sono tra di noi

Esperti e appassionati di ufologia in convegno a Pomezia

Gli alieni esistono e sono tra di noi

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Si torna a parlare di alieni con il quarto «Convegno di ufologia città di Pomezia». Al Simon hotel sono arrivati esperti del settore, appassionati e «addotti», cioè persone che sostengono di essere state contattate dagli esseri di altri pianeti. Un mondo in continua evoluzione, visto che sono sempre di più coloro che dichiarano di avvistare o avere a che fare con entità aliene. E per questo, è sempre più necessario saper distinguere. Lo spiega a Il Tempo Francesca Bittarello, promotrice dell’evento: «Ormai ci ritroviamo qui a Pomezia due volte l’anno, e siamo arrivati ad avere, tra sessioni mattutina e pomeridiana, 300 persone in sala. Per questo mi scrivono molte persone che dicono di essere "contattate", o di aver avvistato degli Ufo. Ma io qui faccio intervenire solo chi dia prova di quanto dichiara o ha compiuto studi approfonditi sugli argomenti, ed ogni relatore viene sottoposto ad attenta verifica di ciò che scrive o ciò che ha prodotto». E traccia il profilo degli avvistatori: «Spesso sono persone che si vergognano, hanno paura di essere prese in giro, a lavoro, o nel loro paese». Per questo vengono dichiarati molti meno avvistamenti di quanti ne avvengano in realtà. Angelo Carannante, presidente del Centro Ufologico Mediterraneo (Cufo), dice: «Soltanto noi ne riceviamo 500 all’anno» e, più in generale, osserva: «In Europa la politica ha ancora molto pregiudizio a parlare di Ufo, rispetto agli Stati Uniti o alla Russia».

 

Ivan Ceci, ufologo indipendente, traccia un excursus storico: «Gli alieni sono già qui in mezzo a noi - osserva - e vogliono trasmetterci il messaggio di responsabilità verso noi stessi e verso la natura, cosa che invece non facciamo». Ceci, nel suo intervento riporta le testimonianze lungo i secoli di avvistamenti. «Il biografo di Carlo Magno, Eginardo, scrisse che l’Imperatore aveva avvistato due oggetti volanti e forma di scudo». Successivamente, prosegue Ceci, Carlo Magno emanò un editto per proibire a chiunque avesse avuto avvistamenti simili di renderne testimonianza. «È il primo caso di cover up», dice, cioè la pressione politica per far sì che ci sia silenzio. Tuttavia, secondo l'ingegner Ennio Piccaluca, del Centro Ufologico Mediterraneo (Cufo), si sta un po’ abbassando. Piccaluga studia, da anni, il pianeta Marte. «Ho le prove - dice a Il Tempo - generate dalla Nasa di forme di vita intelligente sul pianeta Rosso. Ci sono esseri che lo stanno esplorando con dei rover».

 

Nel pubblico, molti appassionati, alcuni dei quali hanno avuto esperienze di vario tipo. Vera è una pranoterapeuta, e racconta a Il Tempo della sua scrittura eteroguidata da entità aliene. «Io non chiedo nulla, sono loro che mi ispirano. Mi anticipano anche cose importanti, mica i numeri del Lotto». E cosa? Chiediamo. «Ad esempio la guerra in Kosovo». Accanto a lei c’è Pino, medico nucleare, che ci fa vedere nel display dell’iphone una nota datata 31 gennaio 2016: «Legga, legga», invita. È l’inizio di un racconto di una ragazza andata in vacanza estiva in un paese di montagna dai nonni, che poi è morta a causa di un terremoto. «Ha visto? Quasi otto mesi prima, una premonizione, ma non ne conosco l’origine». Tuttavia, racconta, «Un Ufo l’ho visto. Un disco rosso scuro, che procedeva da Sud verso Nord senza alcun rumore». Insomma, alieni ancora pacifici. Ma non è detto sia sempre così. A sera, Matteo Tenan, ufologo arrivato dal Veneto, intrattiene un gruppo di persone: «Guardate - avvisa - se la terra non sviluppa tecnologie vere e veivoli a lievitazione, verremo conquistati dagli alieni. L’unico che ha capito tutto questo è Vladimir Putin».

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