SCIENZA DELLA NUTRIZIONE

Mangiare meno e mangiare mediterraneo, a Firenze il convegno sulla dieta che allunga la vita

Silvia Sfregola

Mangia meno, mangia mediterraneo e vivi in salute. Si è conclusa a Firenze con la presentazione del bilancio degli incontri tenutisi in tutta Italia la sessione di conferenze organizzate dal coordinamento delle scuole di specializzazione in Scienza della nutrizione con grandi protagoniste le Università di Firenze e di Roma Tor Vergata. Presente il gotha dei nutrizionisti italiani, tra i quali spiccano Antonino De Lorenzo e Laura Di Renzo. A coordinare i lavori, Marco Marchetti. Il fulcro attorno al quale hanno ruotato i diversi interventi è rappresentato dal protocollo alimentare costituito da un mix di dieta chetogenica e dieta mediterranea. Con l’osservazione di una dieta con ridotto apporto di carboidrati si può assicurare un calo di peso senza intaccare la massa muscolare. Inoltre la carenza di glucosio, determinando un aumento dei corpi chetonici, consente un elevato tono dell’umore e maggiore incidenza sul sistema nervoso centrale inducendo un senso di sazietà. Un'alimentazione similare è inoltre già al centro dei protocolli adottati dall’Università di Roma Tor Vergata. "Risale ai primi anni '90 la formazione del gruppo di lavoro multidisciplinare creato dal prof. De Lorenzo al fine di porre in sinergia gli specialisti che, a vario titolo, entrano in contatto con i pazienti e gli utenti - ha evidenziato la prof.ssa Di Renzo - e proprio questa carta vincente ha permesso di ottenere una grande diffusione dei protocolli alimentari sul territorio nazionale. Da noi arrivano pazienti da ogni angolo d'Italia". Moltissime le pubblicazioni scientifiche, più di un migliaio, per un protocollo nutrizionale che ha dato un impulso rivoluzionario non solo all'approccio al cibo ma anche all'approccio alle patologie. Detto in soldoni, una dieta studiata a partire dai canoni della dieta chetogenica nell'ambito della dieta mediterranea può incidere in modo importante sulla risoluzione di molte patologie, dislipidemie,sindromi metaboliche, cardiopatie. I punti fondanti del protocollo studiato all'Università di Tor Vergata sono rappresentati dal lavoro sul singolo utente e dalla cosiddetta medicina delle quattro P. Nella fattispecie, ogni modello alimentare viene studiato sulla base delle condizioni fisiche di ogni paziente, delle sue abitudini e del suo modus vivendi acquisendo così gli aspetti fondamentali di una medicina predittiva, preventiva, personalizzata e partecipata. "Negli ultimi decenni si è assistito a una transizione alimentare che rappresenta il fattore di rischio principale nell'insorgenza delle malattie non trasmissibili, soprattutto per quanto riguarda l'obesità, le malattie cardiovascolari, il diabete e alcuni tipi di tumore - spiega Antonino De Lorenzo, direttore della Scuola di Specializzazione in Scienza dell'Alimentazione dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Uno degli interventi più studiati e conosciuti per determinare un aumento dell'aspettativa di vita è rappresentato dalla restrizione calorica, uno stile nutrizionale che comprende una serie di interventi alimentari utili al benessere della persona. Questo intervento si può ottenere sia con la dieta mediterranea (in grado di ridurre del 26% in 20 anni la mortalità per patologie cardiovascolari), sia con la chetogenica, per il suo ruolo potenziale nella lotta alle patologie degenerative, all'obesità e al sovrappeso".