GLI EROI NORMALI

Dal medico eroe di Lampedusa al paladino dei vaccini, le star in camice del 2016

Silvia Sfregola

Per il mondo medico italiano il 2016 è stato l'anno in cui si sono accesi i riflettori - anche del cinema - sull'impegno sanitario per i migranti, soprattutto in un'isola avamposto d'Italia e d'Europa. E' stato l'anno dei vaccini al centro del primo vero 'faccia a faccia' - soprattutto attraverso il web - fra medici, istituzioni e scienziati da un lato e fronte antivax dall'altro. L'anno degli 'eroi normali', delle donne ai vertici della ricerca scientifica mondiale.   Ecco i "camici del 2016" i personaggi che hanno segnato gli ultimi 365 giorni della scienza e della sanità italiana. Il medico eroe di Lampedusa, Pietro Bartolo; il paladino 'social' dei vaccini Roberto Burioni; l'anestesista Stefano D'Amico che si è tuffato nel Naviglio Grande a Bernate Ticino per salvare una bimba di 7 mesi finita in acqua; la scienziata italiana più citata al mondo, Silvia Priori; il Chief Scientist di Gsk Vaccines Rino Rappuoli che ha dedicato anni di studi in laboratorio ai vaccini.   Ma il 2016 è stato anche l'anno dell'addio a Umberto Veronesi. Lo scienziato italiano che ha segnato la storia dell'oncologia rivoluzionando i trattamenti per il tumore al seno è morto alla soglia dei 91 anni nella sua Milano ed è stato celebrato con commozione dagli esperti di tutto il mondo. Non solo per la sua lunga attività in medicina, ma anche per le sue battaglie a 360 gradi per i diritti civili. Un impegno che, anche dopo la sua scomparsa, ha trovato voce per esempio nell'ultima Conferenza mondiale di Science for Peace, dedicata proprio al tema delle migrazioni. IL SOGNO DI BARTOLO Se il pluripremiato documentario 'Fuocoammare' di Gianfranco Rosi, in corsa per gli Oscar, gli ha regalato un volto cinematografico internazionale, Pietro Bartolo la sua fama di medico eroe continua a guadagnarsela sul campo, con il suo lavoro nel poliambulatorio di Lampedusa, dove si occupa da anni delle prime visite ai migranti che sbarcano nell'isola. Il suo desiderio più grande per il nuovo anno, che saluterà da Lampedusa con la moglie e i 3 figli, riguarda proprio loro, racconta all'Adnkronos Salute. "Che nel 2017 quanto meno si possa mettere fine alle tragedie del mare. La priorità impellente - ancora prima di parlare di integrazione, minori non accompagnati, Schengen, Dublino - è evitare tutte queste morti nel nostro mare, a casa nostra. E' una mattanza infinita, vergognosa, disumana, che ci vede impotenti". "Curarli, salvarli è solo quello che è giusto fare, vanificato da tutte queste morti", incalza il medico che del 2016 porterà con sé sia i ricordi belli che quelli brutti. "Non dimenticherò l'ispezione cadaverica di qualche giorno fa su un 16enne morto annegato. E mi resterà nel cuore una bambina di 12 anni arrivata sempre in questi giorni insieme ad altri 13 e coinvolta in un naufragio. E' venuta da sola dalla Nigeria per cercare la sua mamma in Europa. Praticamente non si conoscevano, perché lei era stata lasciata alla nonna che poi è morta. Ha vissuto di stenti e poi è approdata a Lampedusa. Ho fatto mille telefonate per rintracciare la mamma e l'abbiamo trovata. E' in Francia. Un'emozione la loro prima telefonata". Bartolo è tornato a trovarla "all'ospedale di Palermo dove è ricoverata per le ustioni riportate, quelle che io chiamo la 'malattia dei gommoni'. Ho contattato le autorità per farla ricongiungere alla sua mamma e si stanno interessando al suo caso. Forse ci riuscirà. Una cosa bella dopo tanta sofferenza".   BURIONI E LA MISSIONE FIDUCIA Far riacquistare la fiducia nei vaccini è diventata una missione per Roberto Burioni, ordinario di Microbiologia e virologia all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, diventato suo malgrado una star del web per le sue cronache scientifiche. Anche se, ha avuto modo di dire, "per un virologo è paradossale diventare 'virale' su Facebook". Il camice bianco 54enne ha un sogno 'in tema' per il 2017: "Spero che chi è dubbioso ritrovi la fiducia nella scienza che ci ha allungato la vita fino a quasi 100 anni, che non fa morire più i bimbi di difterite, polio o vaiolo. Spero che i genitori lo capiscano per il bene dei loro figli, perché il prezzo di scelte sbagliate e antiscientifiche sarà poi pagato negli anni futuri".   PRIORI, LE DONNE E LA SCIENZA Da un sogno a un altro. Quello di Silvia Priori, primario di Cardiologia riabilitativa e direttore scientifico centrale della Ics Maugeri Spa, nota nel mondo per i suoi studi sulla morte improvvisa. "Il 2016 è stato importante perché abbiamo raggiunto risultati di rilievo con due terapie geniche che stiamo portando avanti per il trattamento e la cura di malattie ereditarie che causano l'arresto cardiaco", spiega. "Con il contributo di quasi 2 milioni e mezzo dell'European Research Council siamo in una condizione che ci fa sperare che con il 2017 faremo ulteriori passi avanti per il nostro sogno, cioè la cura di malattie oggi solo gestibili con farmaci e defibrillatori impiantabili, ma senza l'obiettivo di modificare le conseguenze del difetto genetico". Priori ha anche un auspicio per il mondo della ricerca 'in rosa': "Che si vada avanti nella possibilità di dare alle donne uguaglianza nelle posizioni di ricerca e anche universitarie, di leadership e autonomia scientifica. Mi auguro soprattutto che la situazione economica difficile, che pesa sulle donne con problematiche familiari che vanno dalla disoccupazione dei figli all'accudimento degli anziani, non diventi un fattore che rallenta la loro possibilità di esprimersi nella scienza. E' difficile, serve passione, ma tocca a noi promuovere le ragazze e incoraggiarle con l'esempio. Spesso domandano quanto sia compatibile la vita da scienziato con la famiglia. La risposta è che è faticoso, ma si può fare. E' un dispiacere e un peccato vedere quante smettono". Il 2016 è stato anche l'anno del riscatto, dolce e amaro insieme, per la virologa Ilaria Capua. Prosciolta dalle accuse di traffico di virus, ha scelto di dire addio all'Italia eleggendo la Florida come nuova patria delle sue ricerche.   RAPPUOLI E IL FUTURO DEI VACCINI E tornano ancora i vaccini al centro della scena, con i desideri espressi per il 2017 da Rino Rappuoli, che archivia il 2016 come "l'anno della prova della verità" per il vaccino 'made in Siena' contro il meningococco B. "E' l'unico al mondo, ci abbiamo lavorato dal '96 al 2013-15". I primi dati della campagna d'immunizzazione avviata in Inghilterra sui nuovi nati "sono al di là delle aspettative contro una malattia che speriamo di sconfiggere: abbiamo visto che ha protetto dalla meningite di tipo B, riducendo dell'83% i casi con un'efficacia sui vaccinati del 94%", riferisce il Chief Scientist di Gsk Vaccines. Per il 2017 un sogno a breve termine - "che venga registrato in Europa e Usa il vaccino contro l'Herpes zoster, un contributo alla salute degli anziani che farebbe anche risparmiare in spesa sanitaria" - e uno "di ricerca, che potrebbe diventare più vicino. Cioè che i vaccini estendano la loro potenzialità alla prevenzione di tumori, malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson, e autoimmunitarie. Mi aspetto progressi concreti", per esempio per uno 'scudo' "contro il cancro alla prostata e al seno. Mi piace immaginare che tra 15 anni gli 'over 50' possano fare il vaccino e posticipare o evitare per sempre l'insorgenza della malattia. Erano sogni impossibili solo alcuni anni fa. Oggi, con le nuove tecnologie, sono più a portata di mano".   L'ANNO INTENSO DELL'ANESTESISTA EROE NORMALE Niente auspici per il 2017. Preferisce così Stefano D'Amico, anestesista all'ospedale di Legnano dell'Asst Ovest Milanese e uomo concreto. "Le cose che devono succedere succedono. E le persone intelligenti si comportano di conseguenza. La mia filosofia è che siamo noi che ci dobbiamo adattare", spiega. Del 2016 gli resterà il ricordo di "un anno pieno". In cui c'è stato anche il salvataggio della piccola caduta nel Naviglio con la madre. D'Amico ha sempre detto di aver fatto solo il suo lavoro, il suo dovere per salvarla. Ma per quel gesto è stato nominato dal presidente Mattarella Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana. L'episodio "sicuramente mi ha segnato, se così si può dire. Ci ripenso frequentemente e ho incontrato la famiglia della bambina, ci sentiamo saltuariamente. Mi sembra che stia proprio bene - conclude - anche se alcune eventuali lesioni saranno valutabili solo in futuro con lo sviluppo".