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Disfunzione erettile: 4 modi per stimolarla naturalmente

L'importanza dello screening: un'angioplastica con palloncino può risolvere il problema

Disfunzione erettile: 4 modi per stimolarla naturalmente

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Ne soffrono molti uomini, ma spesso non ne parlano. Si scrive disfunzione erettile (DE) ma è definita come “l’inabilità persistente ad avere e mantenere un’erezione sufficiente a garantire un’attività sessuale soddisfacente sia per il soggetto che il suo partner”. Se paragoniamo il meccanismo dell’erezione ad una gomma di automobile che viene gonfiata, per avere un’erezione naturale abbiamo bisogno di: A) un sistema nervoso funzionante (qualcuno che attivi l’aria); B) un buon flusso arterioso (il tubo del compressore d’aria); C) dei corpi cavernosi sani (una buona camera d’aria); D) la capacità di bloccare la fuoriuscita venosa di sangue (che non vi sia perdita nella camera d’aria).

 


MALATTIA? – La DE è una malattia? Ce ne parla il dottor Giuseppe Sangiorgi, medico cardiologo, esperto di cardiologia interventistica. Parla a nome del "team italiano disfunzione erettile": “La DE non è di per sé una malattia “grave”, ma il suo impatto sulla qualità della vita risulta estremamente rilevante, andando ad incidere anche sulle relazioni familiari e interpersonali. Depressione, vergogna, riduzione dell’autostima e problematiche di coppia sono sintomi ed esperienze comunemente vissute e riferite da chi è affetto da questa patologia”.

 

 

NUMERI – “Oltre 300 milioni di uomini nel mondo e 35 milioni in Europa sono affetti da disfunzione erettile e, nella maggior parte dei casi, questi pazienti non ricercano in maniera esplicita un inquadramento medico e terapeutico, soprattutto per imbarazzo, paura o per mancata conoscenza delle possibilità terapeutiche. I dati sulla disfunzione erettile in Italia collocano il problema – in termini di prevalenza – tra quelli di più frequente riscontro, a fronte di una richiesta trascurabile di intervento da parte dei pazienti. Infatti, il12,8% degli uomini intervistati nel corso di un’indagine epidemiologica in Italia riferisce di avere una qualche forma di DE e, di questi, il 30% di tipo completo”.

 

 

ETA’ – “La prevalenza della disfunzione erettile aumenta con l’aumentare dell’età: dal1,7% nella fascia di età dai 20ai 39 anni fino al 48% nei soggetti sopra i 70 anni. Inoltre, si ritiene che la DE possa rappresentare la punta dell’iceberg della malattia aterosclerotica coronarica e/o periferica e solitamente la sua comparsa precede un evento cardiovascolare maggiore di circa 3 anni. In ultimo, è bene ricordare come il 46% dei soggetti affetti da cardiopatia ischemica risulta anche essere anche affetto da disfunzione erettile e, di questi, il 75% ha problemi ad avere un’erezione e il 67% a mantenerla”. La patologia aterosclerotica delle arterie peniene può essere causa di disfunzione erettile in soggetti che presentano fattori di rischio cardiovascolari maggiori, e questa dovrebbe essere sempre ricercata nei pazienti che sono affetti da cardiopatia ischemica e che presentano un profilo di rischio elevato (diabete non controllato, fumo di sigaretta,ipertensione non controllata, pregresse angioplastiche coronariche).

 

 

DIAGNOSI – “Oggi, grazie ad un percorso di screening preciso ed attento si può facilmente fare diagnosi di disfunzione erettile che riconosce la sua causa in un restringimento dei vasi penieni. Questo percorso comprende da una parte una visita specialistica con domande mirate, l’esecuzione di un ecodoppler dinamico (mediante una sonda ad ultrasuoni poggiata sul pene si valuta il flusso di sangue prima e dopo iniezione di vasodilatatori), e se questo risultasse positivo il paziente effettua una angio-TAC dei vasi penieni che è in grado di riconoscere un restringimento aterosclerotico del vaso con una sensibilità e specificità del 100%”.

 

 

CAUSA – “Una volta accertata la causa, una semplice angioplastica con palloncino a livello dei vasi che portano sangue al pene può risolvere in maniera definitiva il problema e far “gettare le pillole blu” che ha questo punto non sono più necessarie. La cosa “interessante” è che molti degli urologi ed andrologi con cui ho parlato non erano assolutamente a conoscenza di questa possibilità terapeutica. I colleghi passano dalla pillola alla protesi se i farmaci non funzionano”.

 

 

CONSIGLIO – Quale consiglio che si può dare agli uomini? “E’ di non vergognarsi e vivere questo problema come un tabù di cui non parlare con nessuno. Ai primi sintomi è bene consultare uno specialista di fiducia ed iniziare un percorso diagnostico. E quello da dare alle donne? Se vi accorgete che il Vostro uomo ha problema durante il rapporto, parlategli apertamente e rassicuratelo che il consulto medico è la cosa giusta da fare visto che questa patologia può nasconderne altre ben più gravi”, conclude l’esperto.


 

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