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Dalle staminali del cordone la guarigione

Il prelievo è indolore e sicuro. Ma la crioconservazione ci assicura ricambi per tutta la vita

Dalle staminali del cordone la guarigione

ombelico

Le cellule staminali sono "cellule madri" (indifferenziate o immature) che, a seguito di stimoli specifici, sono in grado di trasformarsi nelle cellule specializzate che compongono i diversi tessuti e organi umani. Recenti sviluppi nel campo della ricerca scientifica hanno permesso la guarigione di pazienti affetti anche da gravi malattie genetiche per le quali non esisteva cura.

 

 

TIPOLOGIE - Le staminali possono essere embrionali o adulte: le prime si trovano nell'embrione dal concepimento fino al 4° giorno di gestazione e sono totipotenti, cioè capaci di dar vita a tutti i tipi di cellule specializzate le adulte (attualmente, per ragioni etiche e legali, non è previsto l’uso di cellule staminali embrionali per finalità terapeutiche), le staminali adulte che sii trovano nel sangue del cordone ombelicale, nel midollo osseo, nel sangue periferico e nel tessuto adiposo, sono multipotenti, ossia capaci di trasformarsi in diversi tipi di cellule specializzate.

 

 

INFORMARSI - Le cellule staminali del cordone ombelicale sono dunque staminali adulte e hanno la capacità di trasformarsi in tutte le cellule del sangue (per questa ragione vengono anche dette ematopoietiche). Si raccolgono in occasione del parto, sia naturale che cesareo, prelevando il sangue presente nel cordone ombelicale; la procedura di prelievo è sicura e indolore, sia per la madre che per il neonato.

 

 

CONSERVAZIONE - La conservazione si definisce dedicata quando le cellule staminali contenute nel sangue del cordone ombelicale vengono conservate a beneficio del neonato (uso autologo) o dei suoi consanguinei compatibili (uso eterologo tra consanguinei). Tale tipologia di conservazione può essere richiesta in forma gratuita al Servizio Sanitario Nazionale SOLO quando, al momento del parto o in fase prenatale, il neonato o un consanguineo risultino affetti da una patologia curabile con le staminali cordonali; oppure nel caso di famiglie a rischio di avere figli affetti da malattie geneticamente determinate. In tutti gli altri casi, la famiglia può effettuare la donazione del sangue cordonale (conservazione eterologa). Per finalità preventive, invece, è possibile effettuare la conservazione dedicata al neonato o ai consanguinei presso strutture private estere, come Bioscience Institute, purché certificate.

 

 

OCCASIONE - Il parto è l'unica occasione, nel corso della vita di un individuo, in cui è possibile prelevare le proprie cellule staminali in modo non invasivo e crioconservarle ad uso dedicato al neonato o ad un familiare. Il sangue contenuto nel cordone ombelicale, ricco di cellule staminali, può essere raccolto con una procedura semplice e priva di rischi, prima che il cordone finisca tra i "rifiuti speciali" ospedalieri. In caso d'insorgenza di gravi malattie, le cellule staminali cordonali conservate possono essere impiegate per il nascituro o per un eventuale familiare compatibile (previa valutazione d'appropriatezza clinica). Gli oltre 30.000 trapianti di cellule staminali cordonali effettuati nel mondo, per la cura di molte patologie, confermano l'importanza e la validità scientifica della conservazione. Gran parte degli investimenti destinati alla ricerca, che una volta venivano impegnati nel settore farmaceutico, vengono oggi dirottati nel campo delle cellule staminali, rendendo possibili ulteriori sviluppi delle applicazioni cliniche.

 

 

PER COSA - Le cellule staminali emopoietiche vengono impiegate nella cura di gravi malattie ematologiche, immunologiche, metaboliche, genetiche e oncologiche. Recenti sviluppi nel campo della ricerca scientifica hanno permesso la guarigione di pazienti affetti anche da gravi malattie genetiche per le quali non esisteva cura. Ecco quali sono:
Leucemie e linfomi
• Leucemia linfoblastica acuta
• Leucemia mieloide acuta
• Leucemia acuta bifenotipica
• Leucemia acuta indifferenziata
• Leucemia/linfoma a cellule T  dell'adulto
• Linfoma di Hodgkin
• Linfomi non-Hodgkin
• Leucemia linfatica cronica
• Leucemia prolinfocitica
Emoglobinopatie
• Beta Thalassemia
• Anemia a cellule falciformi
• Selezionati casi di deficit di piruvato- kinasi con dipendenza trasfusionale
Istiocitosi
• Linfoistiocitosi emofagocitica familiare
• Sindrome di Griscelli
• Sindrome di Chediak-Higashi
• Istiocitosi a cellule di Langerhans
(Istiocitosi X)

 


Altre neoplasie
• Sarcoma di Ewing
• Neuroblastoma
• Carcinoma a cellule chiare del rene
• Rabdomiosarcoma

 


Altre indicazioni
• Sindrome di Evans
• Sindrome linfoproliferative autoimmune
• Sclerosi sistemica progressiva
• Neoplasie in età pediatrica trattate con chemio/radioterapia

 


Disordini mielodisplastici mieloproliferativi
Sindromi mielodisplastiche, includenti:
• Anemia refrattaria (AR)
• Anemia refrattaria con sideroblasti ad anello (ARSA)
• Anemia refrattaria con eccesso di blasti (AREB)
• Anemia refrattaria con eccesso di blasti in trasformazione (AREB-t)
• Leucemia mielomonocitica cronica
• Leucemia mielomonocitica giovanile
• Citopenia refrattaria

 

Leucemia mieloide cronica Philadelphia positiva
Mielofibrosi idiopatica
Policitemia vera
Trombocitemia essenziale
Osteogenesis imperfecta
Disordini congeniti del sistema immunitario
Malattia granulomatosa cronica
Deficit delle proteine di adesione leucocitaria
Immunodeficienze combinate gravi (SCID), includenti:
• Deficit di adenosin-deaminasi
• Difetto delle molecole HLA di classe I e II
• Difetto di Zap70
• Sindrome di Omenn
• Deficit di purin-nucleoside-fosforilasi
• Disgenesia reticolare
• Difetto della catena gamma comune a multiple citochine
• Difetto di JAK3

 


Sindrome da iper-IgM
Sindrome di Wiskott-Aldrich
Sindrome dei Duncan o Sindrome di Purtillo
Ipoplasia cartilagine-capillizio
Sindrome di DiGeorge
Sindrome IPEX

 


Altri disordini ereditari
• Malattia di Gunther

 


Disordini della plasmacellula
• Mieloma multiplo
• Leucemia plasmacellulare
• Macroglobulinemia di Waldenstrom
• Amiloidosi

 


Insufficienze midollari mono/plurilineari
• Anemia aplastica acquisita
• Anemia di Fanconi
• Discheratosi congenita
• Emoglobinuria parossistica notturna
• Anemia di Blackfan-Diamond
• Anemia diseritropoietica congenita
• Aplasia pura della serie eritroide acquisita
• Porpora amegacariocitica congenita
• Malattia di Bernard-Soullier, tromboastenia di Glanzmann
• Agranulocitosi congenita (sindrome di Kostmann)
• Sindrome di Shwachman-Diamond

 

 

Errori congeniti del metabolismo
• Sindrome di Hurler (MPS-IH)
• Sindrome di Scheie (MPS-IS)
• Sindrome di Maroteaux-Lamy (MPS-VI)
• Sindrome di Sly (MPS-VII)
• Adrenoleucodistrofia
• Fucosidosi
• Malattia di Gaucher
• Malattia di Krabbe
• Mannosidosi
• Leucodistrofia metacromatica
• Mucolipidosi II (I-cell disease)
• Malattia di Batten
• Malattia di Sandhoff
• Osteopetrosi
(Fonte: G.U. Serie Generale n. 303 del 31 dicembre 2009 – DECRETO 18 novembre 2009 e successiva integrazione 2014).

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