Nuove cure: cementoplastica e metastasi vertebrali

C’è una disciplina all’avanguardia che studia la colonna vertebrale e le patologie del cranio. I medici la chiamano Neuroradiologia. I malati ci sperano. Per la gente è una soluzione. Si tratta di terapia “mini invasive” per curare anche tumori cerebrali, stroke unit, aneurismi, ischemie, patologie pediatriche, malformazioni vascolari cerebrali e terapie mini invasive del rachide: se ne parla a Napoli fino al 20 settembre, nel Congresso Nazionale ed Europeo di Neuroradiologia diagnostica e terapeutica presieduto dal Dott. Mario Muto, Direttore di Neuroradiologia presso l’Azienda Ospedaliera Cardarelli, un centro di eccellenza nella Neuroradiologia.     TRATTAMENTO METASTASI VERTEBRALI - Il trattamento percutaneo del dolore vertebrale dovuto a crolli per le lesioni benigne e maligne del rachide è una terapia sempre più diffusa che si può avvalere della semplice iniezione di cemento acrilico (vertebroplastica) o di sistemi di riespansione endovertebrale tipo stent e o ancora dell'uso di sistema di radiofrequenza e iniezione di cemento nel caso di metastasi vertebrali.   COSA E’ - La cementoplastica vertebrale percutanea è un trattamento antalgico di stabilizzazione vertebrale che, associato a chemioterapia o radioterapia, risolve le situazioni di dolore oncologico nel 95% dei pazienti affetti da metastasi vertebrali. Lo standard terapeutico delle metastasi vertebrali prevede la chemioterapia e la radioterapia. Tuttavia, l’insuccesso terapeutico di queste terapie è intorno al 20-25%, sia in termini di stabilità vertebrale, che di trattamento del dolore oncologico.     MODALITA’ – “Nuove terapie mini invasive garantiscono nuove opportunità di cura per i pazienti.  Si tratta di una  terapia innovativa che prevede l’iniezione endovertebrale di cemento. Le metastasi vertebrali, molto spesso, sono di tipo osteolitico, distruttivo per la vertebra: l’iniezione di cemento non solo dà un supporto immediato ai fini della stabilità vertebrale, ma, soprattutto, riduce il dolore oncologico, causato dalla distruzione della corticale ossea a opera delle metastasi. Stabilizzando la corticale ossea, con l‘iniezione del cemento, la vertebra ha un netto miglioramento sia in termini di stabilità, che di riduzione del dolore”, spiega il Professor Mario Muto, che è anche consigliere e responsabile della sezione rachide della ESNR, Società Europea di Neuroradiologia.     SUCCESSI - In tempi rapidi, quindi, questa terapia assicura un netto miglioramento della sintomatologia del paziente e, soprattutto, benefici nel trattamento del dolore. La cemento plastica vertebrale - è bene sottolineare - non sostituisce le terapie standard. Viene effettuata prima della chemioterapia o della radioterapia, incrementando il successo terapeutico di questi trattamenti di un ulteriore 15%. I migliori risultati clinici si ottengono nei gruppi di lavoro multidisciplinari e nel caso specifico del rachide da un team costituito da ortopedico, neurochirurgo, fisiatra, oncologo, radiologo e terapista del dolore poiché la corretta selezione del paziente è fondamentale per il risultato terapeutico.     RADIOFREQUENZA - Risultati ancora migliori possono essere raggiunti grazie ad un’ulteriore terapia mini invasiva: la radiofrequenza. Si tratta di un trattamento antineoplastico, che consente di bruciare le cellule neoplastiche. Da molti anni, è utilizzata per il trattamento ablativo dei tumori del polmone e del rene. Con la radiofrequenza e l’iniezione di cemento si riesce a risolvere, in tempi rapidi e a costi limitati, situazioni di dolore oncologico nel 95-97% dei casi. Anche i trattamenti percutanei per i pazienti affetti da sciatalgia da ernia discale sono una terapia diffusa i cui risultati ancora una volta dipendono dalla corretta selezione dei pazienti.