Impariamo a vedere quanto siamo bravi
È cominciato il 2015: nuove speranze, determinazione, nuovi propositi, belle intenzioni. Ma energia e speranza a nulla valgono se non impariamo a vivere gestendo stress e ansia. È appena finito un anno difficile che ha creato difficoltà reali e lasciato delusioni in eredità. Spostare sul nuovo anno la risoluzione di tutto rischia di portarci a nuove delusioni e l'energia positiva dell'inizio potrebbe esaurirsi alle prime difficoltà, alla prima aspettativa non realizzata. Dobbiamo imparare a vivere diversamente spostando l'attenzione dall'esterno come soluzione del nostro disagio a noi stessi, sul nostro umore, sulla nostra stabilità emotiva. In momenti così realmente complessi sperare che domani tutto cambi e che la ruota della fortuna finalmente giri per noi può essere un comportamento distruttivo, alla prima delusione dell'aspettativa mancata ci potremmo ritrovare con l'umore a terra, privi di forze con un senso di fallimento e paura che rischia di produrre problematiche fisiche come gastriti, insonnia ipertensione contratture muscolari rischiose e disagi psicologici come depressione, ansia e panico. E allora che cosa fare? 1) CHIUDERE CON L'ANNO PASSATO Spesso ci soffermiamo a guardare il passato con un atteggiamento assolutamente distruttivo che ci farà sentire incapaci o vittime. Guardiamo sicuramente dove abbiamo sbagliato senza aggredirci ma solo per imparare dai nostri eventuali errori, guardiamo le risposte negative che ci sono venute dall'esterno ed impariamo a riconoscere gli amici distinguendoli dai nemici. Il passato è fonte d'insegnamento e non di accusa. Valutiamo tutto ciò che di positivo abbiamo avuto: non è caduto dal cielo per lo più è frutto di nostri comportamenti costruttivi, individuiamoli e cerchiamo di ripeterli. Osservare gli avvenimenti non significa metterci in discussione ma migliora la nostra risposta nella realtà per il raggiungimento dei nostri obiettivi. 2) VIVERE GIORNO PER GIORNO Spesso miriamo all'obiettivo finale, alla realizzazione del nostro desiderio ultimo, ma non ci fermiamo momento dopo momento a notare cosa succede, la vita c'indirizza spesso facendoci cambiare meta o tragitto. Se non impariamo a guardare giorno per giorno ciò che accade, la possibilità di fallire il nostro obiettivo è dietro l'angolo. Il fallimento ci farà sentire vittime o incapaci e il risultato sarà l'abbattimento delle energie. La delusione che ne conseguirà rischierà di paralizzarci creandoci un forte stato d'impotenza. 3) PENSARE POSITIVO L'ottimismo contribuisce a far andare meglio le cose: è come entrare in un circolo virtuoso che crea continuamente nuova energia. Il nostro pensiero invece viene normalmente attratto dalle difficoltà, dalle delusioni. Ed eccoci lì ad arrovellarci pensiero su pensiero nella ricerca del perché, della colpa, di dove abbiamo sbagliato o la dove non siamo stati compresi. Tutto ciò è profondamente distruttivo. Quando invece le cose vanno per il verso giusto le diamo un po' per scontate, non destano la nostra attenzione, non approfondiamo il piacere e non poniamo attenzione a tutti i nostri comportamenti corretti che li hanno creati. Cambiamo la rotta dei nostri pensieri, sforziamoci d'interrompere il ronzio nella nostra testa; pensare negativamente abbatte il nostro umore e produce solo una spirale di pensieri allarmanti per il futuro. Poggiamo quindi l'attenzione sugli eventi positivi. È vero che non tutto il male viene per nuocere. Forse il corso della nostra vita potrà migliorare proprio perché quella "cosa" non si è verificata e il destino ha in serbo per noi altre opportunità che dobbiamo essere capaci di cogliere, di vedere, d'individuare. 4) CONTINUARE A LOTTARE Qualsiasi siano le risposte della realtà non diamoci mai per vinti, ci possono essere altre strade per arrivare ai nostri obiettivi e talvolta ci sono altri obiettivi da raggiungere ai quali non abbiamo pensato. Rimanere aperti con fiducia tesi verso un futuro positivo è sicuramente la ricetta vincente per affrontare il nuovo anno * Psicoterapeuta