l'intervista

Spin Time, Rampelli: "Ecco come fermeremo Gualtieri"

Mar. Zan.

Se un ente pubblico decide di comprare un palazzo occupato abusivamente, non può poi riconsegnarlo agli stessi occupanti abusivi senza passare dalla graduatoria «né direttamente, né attraverso associazioni, cooperative o altri soggetti». Suona come uno stop ai piani della giunta Gualtieri su Spin Time l’emendamento presentato martedì scorso, alla commissione Ambiente di Montecitorio, dal vicepresidente della Camera Fabio Rampelli. Un testo che ha appena iniziato l’iter legislativo e che, se approvato, modificherà l’articolo 5 della legge 80 del 2014, andando a stringere ancora di più le maglie della lotta alle occupazioni abusive.

Presidente Rampelli, Spin Time insiste affinché il Comune acquisti l’immobile perché il loro obiettivo è rientrare, con l’aiuto di Roma Capitale. Lei invece ha preso un’iniziativa legislativa che va in tutt'altra direzione.
«In questa settimana si voteranno articoli ed emendamenti, si tratta di dire che nessuna Pubblica amministrazione può acquistare immobili occupati abusivamente per regalarli, direttamente o indirettamente, agli occupanti. Come è accaduto in diverse città, a Roma con il meraviglioso edificio del Porto Fluviale, appena ristrutturato dal Comune. Uno schiaffo ai cittadini onesti. Mi lasci anche dire che sulla vicenda Spin Time i residenti dell’Esquilino sono esasperati e indignati. In Campidoglio a quanto pare tutti si preoccupano delle esigenze di questi teppisti ma nessuno di quelle dei residenti, costretti a convivere prima con l’occupazione abusiva del palazzo, ora con l’occupazione (pur non abusiva, perché autorizzata dal Comune) della strada, tra gazebo e dj set».

  

Sul tema della casa, come si conciliano equità sociale e legalità?
«Assegnando esclusivamente gli alloggi di edilizia residenziale pubblica a chi è in graduatoria, respingendo ogni ignobile scavalco da parte di chi è in fondo alla lista. E poi realizzando nuove case popolari e di edilizia sociale. Possibilmente sul modello delle Città giardino e non dei quartieri dormitorio, dove mettono facilmente radici illegalità e criminalità». 

La sinistra estrema accusa Gualtieri di aver consegnato la città ai fondi immobiliari, da destra invece viene contestato al sindaco un appiattimento sulle istanze dei centri sociali. Dove sta la verità?
«Sono due verità incontrovertibili, quanto raccapriccianti. Servirebbe incoraggiare l’impresa con progetti di riqualificazione e sostituzione edilizia, dando nuova linfa all’economia reale, piuttosto che ad anonimi fondi speculativi. E avere tolleranza zero verso qualunque tipo di occupazione abusiva che finisce per scoraggiare il cittadino onesto, vero soggetto fragile della società moderna».

Manca poco al voto per le amministrative di Roma ma il centrodestra non ha ancora un candidato sindaco. Alcuni partiti della coalizione stanno incalzando affinché sia indicato il prima possibile. Secondo lei i tempi sono maturi?
«Occorre fare bene oltre che presto. Fare un programma purché sia e avere un candidato qualunque non è la nostra missione. Dobbiamo al contrario essere portatori di una visione diversa della città. Sostenibile e innovativa certo, ma al tempo stesso tradizionale e riconoscibile nella sua identità. Fedele a quell’idea di Roma che la fa apprezzare in tutto il mondo, nell’architettura e nella sua umanità. Inutile scimmiottare altre città senz’anima e senza storia…».