capitale della monnezza

Incubo rifiuti di domenica, Sos di Ama ai privati per evitare il caos raccolta

Martina Zanchi

La copertura dei turni domenicali e festivi per la raccolta dei rifiuti continua a causare grattacapi dentro Ama. Naufragata la prima versione dell’intesa con i sindacati più rappresentativi, che risale ad aprile scorso e che prevedeva lo stop al pagamento degli straordinari per le domeniche (è stata bocciata in una sorta di referendum interno, dopo scioperi e manifestazioni al grido di «non toglieteci gli straordinari»), ora l’azienda si trova a doversi muovere in anticipo per evitare blocchi nella raccolta. E come al solito dovrà mettere mano al portafogli. Vale 20,75 milioni di euro la gara d’appalto con cui l’azienda vuole affidare a privati il «servizio di raccolta dei rifiuti in supporto alle attività di raccolta di Ama Spa per le necessità che eventualmente dovessero sopravvenire nelle giornate domenicali e festive».

Per dodici mesi l’importo a base di gara è di 9,4 milioni ma eventuali proroghe, tutt’altro che infrequenti, hanno portato l’azienda a stimare un valore complessivo più che doppio. In ogni caso le ditte si metteranno all’opera su richiesta, quindi nel momento in cui il personale al lavoro di domenica dovesse scarseggiare. Eventualità tutt’altro che remota: ai primi di settembre, secondo fonti sindacali, appena 500 lavoratori sui duemila considerati nella pre-intesa di aprile hanno aderito alla versione definitiva dell’accordo sulle domeniche, mettendosi a disposizione in forma volontaria, senza straordinario, in cambio di buoni benzina o buoni spesa per 850 euro su base annua, oltre che di un’indennità domenicale un po’ più alta.

  

Stando sempre a fonti sindacali, la percentuale più bassa di adesioni finora sarebbe stata registrata tra gli autisti. E a conferma di ciò, c’è la richiesta di Ama ai privati di mezzi a vasca e compattatori a due e tre assi, con equipaggi composti da operatori e autisti. Di questi ultimi, intanto, l’azienda ne ha recentemente inseriti in organico altri 60 prevedendo il lavoro domenicale con retribuzione ordinaria. Del resto senza autisti la raccolta non si può fare e nessuno, né in via Calderon de la Barca, né in Campidoglio, vuole trovarsi di nuovo di fronte a montagne di immondizia accumulata davanti ai cassonetti il lunedì mattina. Resta il paradosso di una Capitale in cui la produzione dei rifiuti la domenica è considerata, almeno a livello retributivo, un fatto «straordinario». Via libera quindi a ulteriori esborsi di denaro pubblico per garantirsi il supporto dei privati. Addio invece ai buoni propositi del Campidoglio, che la scorsa primavera sulle domeniche era parso adottare un approccio inflessibile, nell’ottica di trasformare Ama (sindaco Gualtieri dixit) «in un’azienda normale».