il caso
Ostia, spari contro il Lazio Store. Ipotesi avvertimento e il precedente
A Ostia si torna a sparare, questa volta in pieno giorno e contro la vetrina del negozio «Lazio Store». Ieri, intorno alle 12.30, un uomo con il viso nascosto dal cappuccio ha sparato un colpo di pistola contro la porta d’ingresso in vetro dell’attività in via Carlo Bosio 72, già finita più volte al centro delle cronache. Dopo lo sparo, l’uomo è fuggito facendo perdere le tracce. I carabinieri della Compagnia di Ostia hanno transennato l’area e avviato i rilievi cercando bossoli, tracce e indizi utili a ricostruire la dinamica dell’accaduto. Gli investigatori hanno poi acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area che potrebbero aver ripreso il momento in cui l’attentatore ha fatto fuoco ed è fuggito.
Nessun ferito, ma tanta paura per quello che gli investigatori ritengono possa essere un avvertimento, il secondo nel giro di pochi mesi. Già a maggio la saracinesca dell’attività era stata colpita da una bomba carta lanciata nella notte tra venerdì primo maggio e sabato. L’esplosione, poi gli spari. Due episodi ravvicinati sui quali ora gli investigatori cercano possibili collegamenti. Anche in quel caso l’ipotesi degli investigatori era che il gesto rappresentasse un segnale, un messaggio intimidatorio legato alle tensioni per il controllo del territorio che da anni alimentano episodi di violenza sul litorale romano. Ora si alza il tiro e al posto dell’esplosivo c'è un proiettile. Il titolare del negozio è stato coinvolto insieme al fratello nell’operazione antidroga del 2021 «Alta Marea».