l'occupazione della vergogna
Spin Time attacca: "Sgombero illecito"
L’emergenza abitativa del centro sociale Spin Time sembrerebbe ormai finita. Il Comune ha trovato una sistemazione temporanea per le circa 400 persone evacuate dopo l’incendio del 29 luglio. Gli ex occupanti, però, puntano il dito contro la Prefettura: «Avete messo in atto uno sgombero mascherato da intervento di sicurezza». A detta del collettivo lo sgombero sarebbe avvenuto «senza rispettare il protocollo della Prefettura, con i pompieri usati come ariete». Chiedono quindi chiarezza sulla documentazione dell’operazione e richiamano alcune immagini raccolte durante l’intervento. Il video, sostengono, documenterebbe l’apertura forzata di alcune porte da parte dei vigili del fuoco, prima dell’ingresso delle forze dell’ordine. Intanto, mentre la polemica resta aperta, la strada davanti all’ex centro sociale continua a essere occupata dalle tende e dalle iniziative degli occupanti. Oggi è previsto un concerto reggae «in versione street con canzoni e performance circensi», mentre ieri si è esibita la cantante Margherita Vicario. Nei giorni scorsi si erano esibiti anche Ditonellapiaga e il rapper Gemitaiz. Un appuntamento che arriva a 24 giorni dall’occupazione della strada pubblica e alla vigilia dell’incontro fissato per il 24 agosto tra il collettivo e il Campidoglio. Il confronto dovrà affrontare il futuro del centro sociale.
Dopo l’incendio, il Comune aveva aperto un tavolo con la proprietà, Investire Sgr, per acquistare l’immobile di via Santa Croce in Gerusalemme e «salvaguardare l’esperienza Spin Time». La proposta ha però ricevuto parere negativo, costringendo la città a cercare alternative. Tra queste, gli spazi del Circolo degli Artisti in via Casilina Vecchia, ipotesi che non convince gli ex occupanti, che continuano a considerare l’edificio dell’Esquilino l’unico luogo in grado di garantire continuità al progetto. E per ribadire il «modello Spin Time» lanciano una manifestazione nazionale il 19 settembre. La possibilità di ottenere l’immobile in via Santa Croce in Gerusalemme però sembrerebbe sfumata, complice anche l’efficienza da parte di Roma Capitale: venendo meno l’emergenza sociale, viene meno anche il carattere d’urgenza che ha spinto il sindaco Roberto Gualtieri a presentare la proposta d’acquisto. Dopo il no della proprietà, alcune associazioni del terzo settore hanno quindi scritto ai soci di minoranza di Investire Sgr, invitandoli a «valutare l’uscita, per incompatibilità, nel caso di risposta negativa». Gli ex occupanti accusano inoltre la società di aver tentato di «lavarsi la coscienza con 500 mila euro messi a disposizione del Comune per una crisi che costa al Campidoglio circa 3 milioni di euro». Resta da vedere se, ora che l’emergenza sembrerebbe risolta, spariranno anche le tende.