il fiume della capitale
Tevere balneabile entro il 2031, sogno da 400 milioni. Ecco il piano di Gualtieri
Un piano da 400 milioni di euro per rendere il Tevere balneabile entro l’estate 2031. Lo hanno redatto gli uffici di Roma Capitale insieme ad Acea Ato 2, gestore unico del servizio idrico integrato, e la giunta capitolina ha appena dato mandato ai dipartimenti Ambiente e Lavori pubblici «affinché siano poste in essere le conseguenti attività amministrative volte alla balneabilità del Tevere». L’obiettivo che si propone il Campidoglio è che i cittadini possano fare il bagno in alcuni tratti «fruibili dai cittadini nel tratto urbano tra Ponte Milvio e ponte dell’Industria».
Il modello è ciò che la Francia ha fatto per rendere balneabile la Senna per le Olimpiadi 2024, tuttavia Oltralpe la spesa fu esorbitante (circa un miliardo e mezzo) e il risultato modesto. Già all’epoca diversi atleti olimpici lamentarono malesseri dopo aver nuotato nel fiume e qualche problema c’è stato anche durante gli Europei in corso (gli allenamenti del 6 agosto scorso sono saltati perché sono stati rilevati idrocarburi nell’acqua). Roma Capitale però non cambia idea. Del resto è stato il sindaco Roberto Gualtieri a promettere il Tevere balneabile «entro cinque anni».
L’annuncio è arrivato lo scorso anno, dal palco dell’Expo di Osaka, e il programma appena approvato in giunta rispetta quelle tempistiche. Altra storia sarà passare dalla carta ai fatti. La scansione temporale, comunque, è chiara: entro maggio 2027 «rilievi e censimento scarichi», per eliminare quelli abusivi e adeguare quelli non conformi, e «masterplan della balneabilità». Entro gennaio 2029 «interventi di adeguamento per accesso al fiume» ed entro giugno 2031 il completamento della fase esecutiva e «apertura aree balneabili».
Dal punto di vista economico, come si diceva, la spesa totale è stimata in 400 milioni di cui 200 per interventi sulla rete delle acque bianche (una «stima di massima», per cui ad oggi ci sono finanziamenti zero) e 110 milioni per quelli sulla rete delle acque nere/miste, di cui 90 risultano «finanziati in tariffa». Altri 30 milioni su 35 sarebbero già a disposizione per realizzare gli accessi al fiume e proverrebbero dal masterplan comunale sul «Parco fluviale lineare»; dal «Piano per la sicurezza idraulica del Tevere della Regione Lazio» e dal «Contratto di fiume per l’Aniene». Per il resto, al Tevere balneabile mancano ad ora finanziamenti per 280 milioni.
Il Campidoglio però va avanti e il primo obiettivo è coinvolgere nella firma di un protocollo d’intesa entro settembre la Regione Lazio (che peraltro lo scorso anno ha avviato un «suo» piano per la navigabilità), la Città metropolitana, il ministero dell’Ambiente, l’Autorità di Bacino, l’Istituto superiore di sanità, l’Ispra e la Asl «anche nell’ottica di facilitare gli iter autorizzativi». Saltano però agli occhi le cifre: l’ex sindaco Virginia Raggi, percorrendo la strada della navigabilità del Tevere, chiese al Governo 300 milioni. Con 400 la giunta Gualtieri persegue un obiettivo ben più ambizioso. Perfetto per la campagna elettorale.