okkupazione della vergogna

Spin Time, gli ex occupanti fanno pure gli schizzinosi: "Alloggi troppo lontani"

Martina Zanchi

A quanto pare gli alloggi che il Comune ha assegnato agli sfollati dell’ex centro sociale Spin Time non soddisfano gli attivisti. Dichiarazioni attribuite da LaPresse a «fonti Spin Time», e finora non smentite, riportano infatti che «la gestione delle assegnazioni sta sfuggendo di mano. La fretta a volte è cattiva consigliera e si sta gestendo questa situazione come fossero degli sfollati ma qui c’è gente che in tutti questi anni ha stabilito relazioni lavorative, sociali. Non possono essere spediti lontano, da soli senza aiuti».

 

  

Il problema sarebbero i quartieri in cui sono stati reperiti gli alloggi temporanei, troppo lontani dal centralissimo Esquilino, dove per 13 anni gli occupanti hanno vissuto abusivamente. C’è la signora con la mamma 94enne «mandatasulla Cassia nel quartiere La Storta, ma è senza macchina e contatti e non sa come fare». E non va bene neanche la proposta della Caritas per una struttura in via Casilina Vecchia, perché avrebbe accettato solo donne, che quindi sarebbero state separate dai mariti. Domani è previsto un nuovo incontro in Campidoglio, ma l’insoddisfazione emersa dalle parti del centro sociale potrebbe aver rivelato anche una spaccatura interna a Spin Time.

 

Ieri mattina, infatti, il comunicato ufficiale degli attivisti riportava di 81 persone ricollocate (in realtà in serata saranno 120) «grazie alle interlocuzioni tra Roma Capitale e lo sportello di tutela sociale di Spin Time». Di queste, 35 si troverebbero presso l’hotel Cassia, a La Storta, altre sei a Castel Fusano e due all’Infernetto, 16 invece a Rebibbia. E mentre Spin Time deve fare i conti con le «correnti» interne, dentro il palazzone di via di Santa Croce in Gerusalemme sono cominciate le pulizie.