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Cena con furto al Ghetto, inseguimento tra i tavoli. Fermati 14enni nordafricani

Francesca Musacchio

Una cena d’estate al Ghetto di Roma, il caldo che non dà tregua, i tavoli all’aperto pieni. Poi, all’improvviso, un urlo rompe il brusio di via del Portico d’Ottavia: «Fermatelo, fermatelo». E la serata cambia scena. Un ragazzo passa correndo a tutta velocità tra la gente. Dietro di lui parte l’inseguimento. Qualcuno ha capito cosa è successo, altri no, ma in pochi secondi una piccola folla si mette in movimento. Tra i primi a lanciarsi dietro al fuggitivo c’è anche un turista arrivato dal Veneto, costretto a correre in ciabatte per le strade del Ghetto nel tentativo di acciuffare un baby ladro. Non esattamente il programma previsto per una serata romana.

Ai tavoli la gente smette di cenare. I turisti guardano sbigottiti. Chi immaginava una passeggiata tranquilla nel centro della Capitale si ritrova davanti un inseguimento vero, con carabinieri, passanti e camerieri. Tutto nel mezzo di una delle zone più frequentate e controllate di Roma. La storia, però, non finisce con il ragazzo in fuga. I giovani coinvolti sono tre. Mentre il compagno corre, gli altri due scelgono una strategia che avrebbe forse richiesto qualche prova in più. Si fermano, cercano di confondersi tra la folla e fingono di riprendere con il telefono l’inseguimento del loro complice. Qualcuno però li ha riconosciuti e per tutti e tre la serata finisce nello stesso modo: in manette. Dopo qualche minuto dalla strada arriva il segnale che l’inseguimento è terminato. Applausi. Poi le voci: «Bravi, bravi». Dalla folla compare un carabiniere con uno dei ragazzi fermati. Poco dopo arrivano gli altri due. La gente continua ad applaudire e a riprendere la scena con i telefoni. La vittima è una donna di mezza età. Le hanno sottratto la borsa mentre era seduta al tavolo a cenare. Alla fine ha riavuto tutto e ha voluto abbracciare chi aveva contribuito a recuperare la refurtiva.

  

Ma nella scena resta un dettaglio: l’età dei tre fermati. Quattordicenni nordafricani. Ragazzi abbastanza giovani da confondersi con tanti altri che, nelle sere d’estate, riempiono il centro di Roma. Solo che loro, invece di passeggiare, hanno scelto un’altra strada. E non sembra essere stata una grande scelta nemmeno dal punto di vista logistico. Se i tre erano arrivati fin lì pensando di trovare terreno facile, gli ha detto male. Ma non troppo. Durante la fuga si sono liberati della borsa, poi ritrovata a terra. La vittima li aveva indicati come responsabili della rapina, ma non è bastato. Considerati non imputabili per la minore età, sono stati rilasciati. Poche ore dopo restano soltanto gli applausi e i tre di nuovo per le strade della Capitale, liberi di colpire ancora.