Gualtieri sta con gli okkupanti: "Proprietà Spin Time senza cuore". Ipotesi Circolo degli Artisti

Gabriel Bernard e Francesca Musacchio

«La proprietà non deve dormire sonni tranquilli». Il giorno dopo il fallimento della mediazione sullo stabile di via Santa Croce in Gerusalemme, davanti allo Spin Time, l’assemblea degli ex occupanti si rivolge direttamente a Investire Sgr: «Avete riavuto momentaneamente il vostro palazzo», dice uno degli abitanti, annunciando la futura «Waterloo», mentre dalla piazza partono i cori: «Investire devi vendere, vattene». Nelle stesse ore il sindaco Roberto Gualtieri attacca il fondo: «Nessuno vieta che un fondo possa fare una scelta e avere un cuore. Se si vuole avere un cuore si può fare una scelta».

  

Investire ha respinto la soluzione-ponte del Campidoglio sostenendo che non esistono le condizioni di legalità e sicurezza per l’uso dell’immobile. Una doccia fredda per occupanti e Comune che speravano di superare gli evidenti impedimenti tecnici in nome dell’emergenza abitativa. Ma così non è stato e Roma Capitale replica che avrebbe assunto la responsabilità della gestione. Saltata quella strada, però, Gualtieri non molla e annuncia le procedure ordinarie per un eventuale acquisto, con tempi «molto più lunghi», e promette agli ex occupanti una «sistemazione immediata e dignitosa» e il percorso per il diritto all’alloggio popolare. Qui si apre il nodo politico.

Da tredici anni l’edificio è occupato senza titolo. Oggi chi lo occupava chiede che il Comune lo compri e definisce «ripristino della legalità» il ritorno degli abitanti «senza dover chiedere permesso per riprendersi ciò che è loro». Il proprietario resta però il Fondo Immobili Pubblici. Secondo Roma Capitale, anche «sotto il profilo giuridico, la proposta è stata costruita su basi solide», ma le criticità erano emerse subito, nonostante le pressioni arrivate da più parti, compresa l’intellighenzia di sinistra. E mentre Roma ha graduatorie lunghissime per le case popolari, resta da capire con quali criteri saranno collocati gli ex occupanti e come le soluzioni annunciate si inseriranno nei percorsi di chi attende un alloggio pubblico. Intanto il sindaco, con un’ordinanza emanata ieri, ha disposto la ricerca di «soluzioni alloggiative» temporanee «anche acquisendo la disponibilità di offerte e contribuzioni private», per una durata di 60 giorni presso «strutture ricettive laiche o religiose, o altre strutture in gestione, in convenzione e convenzionabili dal dipartimento Politiche sociali nel territorio della Città Metropolitana di Roma».

Il Campidoglio cerca anche una sede per le attività sociali di Spin Time. L’ipotesi potrebbe essere trasferire l’associazione nei futuri locali del nuovo Circolo degli Artisti. Gualtieri ha garantito che Spin Time, definito «un laboratorio culturale e sociale di grande vitalità», dovrà continuare ad avere una sede. Nella stessa zona potrebbero essere individuati alloggi per le famiglie più fragili, con il coinvolgimento della Caritas. La proposta non è stata finora accolta dagli attivisti, che vogliono restare nello stabile. Così come vogliono restare davanti all’edificio occupando, abusivamente, un pezzo di via di Santa Croce in Gerusalemme. Fuori, infatti, la mobilitazione continua. Spin Time ha annunciato che il presidio «non si ferma finché quei cancelli non si riapriranno». Non c’è ancora una data per la liberazione della strada e per il ripristino della circolazione. Ma la questione si inserisce nel corto circuito di questa storia dalla quale l’amministrazione capitolina cerca di uscirne limitando i danni.