non solo spin time

Intanto i proprietari dell'ex Fiorucci aspettano ancora che il Comune compri

Francesca Musacchio

Il Comune ha cercato di accelerare l’acquisto del palazzo del centro sociale Spin Time ma per l’ex stabilimento Fiorucci di via Prenestina 913, di proprietà di Ca.Sa. srl, l’acquisizione annunciata dal sindaco Gualtieri nel 2025 ancora attende la delibera dell’Assemblea capitolina. Un’occupazione nata nel 2009, dove attualmente ci sarebbero circa 51 nuclei familiari e 200 persone, che allo Stato è già costata 35 milioni di euro per il mancato sgombero.

Nel complesso occupato, inoltre, è nato nel 2012 il «Museo dell’Altro e dell’Altrove» di Metropoliz, censito anche dalla Sovrintendenza capitolina e riconosciuto come una delle principali esperienze indipendenti di arte contemporanea a Roma. Mentre lo Spin Time è al momento libero, vista l’evacuazione seguita all’incendio del 29 luglio scorso, l’immobile di via Prenestina è occupato e in attesa di essere ceduto al Comune, che sembra aver rallentato il percorso per l’acquisizione nonostante da circa due anni la proprietà, per accompagnare la trattativa di cessione, avrebbe rinunciato a chiedere al ministero dell’Interno altri danni.

  

Una soluzione simile sarebbe stata proposta già nel 2014, prima della causa, ma l’acquisto non venne chiuso. Eppure, adesso, le somme sarebbero state stanziate con il Bilancio approvato a fine luglio e la conferenza dei servizi sulla modifica dell’accordo di programma si sarebbe chiusa favorevolmente. La proprietà ha predisposto il nuovo assetto urbanistico e la cubatura residenziale è stata ridotta per conservare e ristrutturare il corpo industriale destinato alle attività culturali. Intanto, l’immobile ha già rappresentato un costo notevole per la collettività. Nel 2018 il Tribunale di Roma ha condannato lo Stato a versare alla proprietà 27.914.635,84 euro, oltre agli interessi, per il mancato godimento del bene. Nel 2023 è arrivata una seconda condanna: 6.344.016 euro, da rivalutare, più 56.618 euro al mese dal luglio 2022 fino allo sgombero effettivo. Il complesso era al primo posto nel Piano sgomberi approvato dalla Prefettura il 1° aprile 2022, ma lo sgombero non è avvenuto e il conto ha continuato a correre.

Il vecchio accordo di programma del 2013 prevedeva edilizia residenziale e cessioni al Comune, ma la convenzione urbanistica non è mai stata sottoscritta e il progetto è rimasto sospeso. Nel maggio 2024 la Giunta capitolina ha formalizzato la nuova linea, ma l’acquisizione non è ancora arrivata. La delibera attesa per settembre potrebbe slittare e anche dopo il voto non partirà alcun cantiere immediato. Serviranno il trasferimento del bene, la variante urbanistica, i permessi, gli eventuali titoli per demolizioni e ricostruzioni, la progettazione esecutiva e gli affidamenti. Il museo dovrà essere ristrutturato e gli alloggi dovranno essere costruiti. I tempi si misureranno in anni.