PARCHEGGI COL "TRUCCO"

Stangata strisce blu. Già 2.000 sensori in città

Procedono a ritmo serrato le installazioni dei sensori che permettono al Campidoglio di studiare in che modo e per quanto tempo gli automobilisti sono soliti parcheggiare sulle strisce blu. Ad oggi sono funzionanti già 2.000 dei 7.500 rilevatori del progetto Sospas (Smart on-street parking system), promosso da Roma Capitale in collaborazione con Roma Servizi per la Mobilità e cofinanziato dall’Unione europea. Si tratta di dispositivi affogati nell’asfalto o nei sampietrini capaci di rilevare la presenza delle auto negli stalli a pagamento e comunicare con una centrale operativa intelligente.


Piccole spirali, dotate di una batteria, di una sim e di un microchip, che ora servono all’Amministrazione per capire come decongestionare le zone più trafficate della città e che in futuro - minimo due anni - potrebbero mettere alle strette i furbetti che non pagano il ticket o agevolare gli utenti nella ricerca di un parking libero. La sperimentazione è partita in sei aree strategiche della Capitale: Ripa, Campitelli Ripa, San Saba, Testaccio, Ostiense e Trastevere. A spiegarne le finalità è l’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè: «Per risolvere un problema sentito, quello dei parcheggi e del traffico, studieremo i tempi di rotazione. Poi, dato che i dispositivi dialogheranno con la polizia locale, valuteremo dove effettuare più controlli o installare telecamere di videosorveglianza».

  

Un discorso diverso va fatto per gli stalli di carico e scarico merci del Tridente. «Da gennaio 2027 i mezzi autorizzati verranno dotati di un transponder che dialogherà con il sistema Sospas. Potremo così verificare che entrino e parcheggino nell’orario consentito», aggiunge Patanè.