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Spin Time, dai vecchi leader agli attuali: come cambia il movimento degli "okkupanti"
A Roma, in via di Santa Croce in Gerusalemme, davanti a Spin Time, dopo l’incendio scoppiato nei giorni scorsi che ha portato al sequestro dell’immobile, i Movimenti per la casa hanno fatto l’appello. Giovanna Cavallo presente. Paolo Di Vetta presente. Andrea Alzetta, detto Tarzan, non pervenuto. Angelo Fascetti (Asia Usb), ha fatto capolino il primo giorno. Ma mancavano altre figure storiche, anche se meno note, che negli anni hanno tenuto le redini delle mobilitazioni. Quando il fortino brucia e rischia di concludere un’occupazione abusiva definita «welfare dal basso», qualcuno presidia il marciapiede e qualcun altro resta fuori dall’inquadratura. La vicenda ha così riaperto anche il conto interno delle presenze, delle fedeltà e del peso reale di vecchi e nuovi capi. Cavallo c’è. É li davanti dal primo momento. È una delle figure riconoscibili dei Movimenti per il diritto all’abitare, una delle reti centrali delle occupazioni romane. Spin Time è uno dei suoi simboli che tiene insieme emergenza abitativa e iniziativa politica. Dopo il rogo, Cavallo si è presentata davanti all’edificio. Nessuna sorpresa. Nella geografia delle lotte per la casa, il suo posto è quello della presenza sul terreno, tra assemblee, presidi e vertenze con il Campidoglio. C’era anche Paolo Di Vetta. Altro nome storico delle occupazioni, volto delle reti conflittuali romane. Di Vetta appartiene alla generazione che ha costruito la forza dei movimenti attraverso l’azione diretta, l’occupazione degli immobili e la mobilitazione contro sgomberi e piani abitativi considerati insufficienti. È il ritorno sulla scena di uno dei dirigenti politici di quel sistema di alleanze che da anni tiene insieme emergenza abitativa, occupazioni e pressione sul Comune. Poi ci sono i vuoti.
Il più vistoso porta un soprannome che sembrava fatto apposta per non mancare mai dalle barricate: Tarzan. Andrea Alzetta, figura storica dell’occupazione visto che con il movimento Action è entrato nell’immobile, ex sede Inpdap, durante lo "Tsunami tour" del 2013. Lo Spin Time, in qualche modo quindi, è anche una sua creatura. Per questo la sua assenza è stata notata. I maligni lo danno in vacanza. Anche la rivoluzione, evidentemente, ha diritto alla pausa estiva. Il palazzo sigillato, gli abitanti in strada, i compagni davanti all’ingresso. Tarzan, almeno nella fotografia di questi giorni, è arrampicato altrove. Una capatina l’ha fatta, il primo giorno, il baffuto Angelo Fascetti, storico esponente di Asia-Usb. Il suo sindacato ha condiviso per anni mobilitazioni con i Movimenti per il diritto all’abitare e con Spin Time, nelle proteste per i piani casa, l’edilizia pubblica, l’autorecupero e la difesa delle occupazioni. Fascetti è stato uno dei volti dei presidi sotto il Campidoglio e delle vertenze sulle emergenze abitative. Ha guidato cortei e difeso occupazioni come Spin Time e Metropoliz. Resta così un’immagine con Cavallo e Di Vetta che occupano il primo piano, presenti quando l’occupazione deve difendersi non soltanto dal fuoco, ma dalle conseguenze politiche del rogo. Spin Time, quindi, questa volta misura anche la consistenza dei rapporti di forza dell’antagonismo romano. E lo fa con un criterio elementare: chi si è fatto vedere e chi no. A proposito, ma che fine ha fatto Luca Fagiano?