la riunione in prefettura
Dopo l'incendio ecco il salvagente a Spin Time. Il Comune vuole comprare il palazzo
«La situazione è molto complessa», si lasciano sfuggire in mattinata dalle parti di Palazzo Senatorio, sede del Comune di Roma, mentre gli occupanti del centro sociale Spin Time evacuato la sera precedente per un incendio sono accampati davanti al palazzo. E sono ancora quasi tutti lì, in via Santa Croce in Gerusalemme, mentre alle tre del pomeriggio in Prefettura si riunisce il tavolo chiamato a trovare una soluzione alla vicenda, che è «scoppiata» in mano alle istituzioni - proprio come il rogo - in una torrida giornata di fine luglio.
Seduti alla scrivania del prefetto Lamberto Giannini ci sono tutti: dal sindaco Roberto Gualtieri, con l’assessore alla Casa Tobia Zevi, al questore Roberto Massucci. E siccome Roma è la città che abbraccia il Vaticano, c’è anche Sua eminenza Monsignor Baldo Reina, Vicario Generale della Diocesi di Roma. Forse il segnale più chiaro che la questione è della massima delicatezza. Ma persino un grosso guaio come quello dell’incendio allo Spin Time può trasformarsi in un’occasione politica. Ed ecco la proposta che, secondo quanto trapelato a margine dell’incontro, sarebbe stata avanzata da Roma Capitale: un accordo-ponte sull’immobile con la proprietà, il fondo Investire Sgr (presente al tavolo), per «prendersi la responsabilità» di far rientrare gli occupanti. Questo dopo l’eventuale dissequestro e al termine delle verifiche dei vigili del fuoco, ma soprattutto dopo che le parti avranno sviscerato tutte le implicazioni di un’operazione di questo tipo. Che se accettata potrebbe essere propedeutica a una futura acquisizione da parte del Comune.
Del resto sono anni che l’amministrazione Pd dice di voler comprare lo Spin Time, salvando così gli occupanti dal rischio di sgombero. Ipotesi questa che è stata persino inserita nel Piano casa comunale, come soluzione all’emergenza abitativa. Da Investire Sgr, che finora non ha voluto vendere al Comune, non commentano l’indiscrezione ma si rimettono al comunicato diramato dal Campidoglio al termine della riunione, in base al quale «i rappresentanti della proprietà hanno espresso disponibilità a collaborare con le istituzioni nella ricerca di un percorso condiviso» che tuteli sia gli occupanti «fragili» che «l’esperienza di inclusione e solidarietà che si è sviluppata nel territorio». Musica per le orecchie dei leader dell’occupazione, e infatti l’assessore Zevi nel pomeriggio si è presentato fuori dallo Spin Time ribadendo che il palazzo «deve essere trasformato in un edificio residenziale con finalità Erp (case popolari, ndr). Ma su questo la proprietà deve essere d’accordo».
Secondo il centrodestra, però, ridare lo Spin Time agli occupanti non è una soluzione, anzi, deve essere evitato. «Non è accettabile che uomini, donne e bambini continuino a vivere in un immobile occupato e privo delle necessarie condizioni di sicurezza», ha puntualizzato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. E mentre a sinistra l’ordine di scuderia è accusare la destra di strumentalizzazione (dalla deputata Michela Di Biase alla consigliera regionale Emanuela Droghei, il leitmotiv è che le emergenze si affrontano «con responsabilità, non con gli slogan») tutt’altro è l’invito che alle istituzioni coinvolte arriva dagli esponenti del centrodestra.
«Per noi, come sottolineato in più occasioni, deve essere sgomberato il prima possibile», dichiara Federico Mollicone (FdI), presidente della commissione Cultura della Camera, che annuncia un’interrogazione parlamentare. Per Maurizio Gasparri di Forza Italia, «non si può tollerare il protrarsi di una situazione completamente irregolare che ha determinato anche condizioni di pericolo per gli stessi occupanti». Del resto già un paio d’anni fa, dopo sopralluoghi effettuati dalla proprietà, erano emerse condizioni di rischio, a partire dalla presenza di amianto all’assenza di regolare manutenzione da oltre un decennio, fino alla trasformazione di uffici in case e addirittura una sorta di ristorante.