il caso
Faro della Corte dei conti su Enasarco
La Corte dei conti accende un faro sull’operazione immobiliare tra il Comune e la fondazione Enasarco e il caso bussa, ora, anche alla Camera dei Deputati. Ieri si è tenuto un incontro nella Sala Salvadori di Montecitorio che ha visto insieme l’avvocato Tiziana Siano, rappresentante del Movimento 19 Dicembre - che difende chi gli immobili li ha comprati dall’ente tra mutui e sacrifici - la presidente della commissione regionale Patrimonio Laura Corrotti (Fratelli d’Italia), il consigliere capitolino Fabrizio Santori (Lega), Andrea La Fortuna, vicepresidente del Municipio VI, e Fabrizio Montanini, consigliere municipale del IV, entrambi di Forza Italia. Presenti i proprietari stessi degli immobili. Durante l’evento l’avvocato Siano ha annunciato che la Corte dei conti ha aperto un’istruttoria sul caso, sulla base dell’esposto presentato dal Movimento 19 Dicembre, decidendo quindi di approfondirlo. Nel frattempo i partiti di centrodestra appaiono solidi contro l’idea dell’amministrazione Gualtieri di creare condomini misti per tentare di accorciare la lunga lista di chi attende da anni una casa popolare. L’appuntamento era previsto nella Sala del Carroccio a Palazzo Senatorio, in Campidoglio, ma poi è stato annullato per via delle votazioni sul Bilancio in Aula Giulio Cesare. Almeno questa è stata la motivazione del Comune. Una «scusa» che però non è andata giù agli inquilini Enasarco: «È l’ennesimo boicottaggio da parte del Comune, non vogliono farci parlare. Ci hanno negato la sala a meno di 24 ore dalla conferenza stampa». Per Santori «ogni nuovo accesso agli atti apre interrogativi invece di fornire certezze». Il consigliere spiega che «nei documenti risultano già sottoposti a stima o a richiesta di congruità almeno 296 alloggi. Per 25 alloggi di via Baldissera l’offerta Enasarco ammonta a 6,044 milioni, mentre la stima finale degli uffici si ferma a circa 5,176 milioni. Solo uno degli esempi che abbiamo scovato. Differenze che richiedono spiegazioni puntuali».
Questi documenti sono stati consegnati alla Corte dei conti, a integrazione dell’esposto già depositato dal Movimento 19 Dicembre. Nei prossimi giorni gli atti saranno trasmessi anche in Procura dalla stessa associazione. La polemica sugli immobili Enasarco, ricordiamo, nasce a dicembre 2025, quando il Comune di Roma e l’ente di previdenza hanno avviato e formalizzato un’operazione immobiliare da circa 250 milioni di euro per l’acquisto di 1.040 abitazioni da destinare ad alloggi popolari. A preoccupare i proprietari degli appartamenti presenti negli immobili è il timore che il progetto dei condomini misti possa svalutare le abitazioni acquistate, spesso con mutui ancora da estinguere. Una preoccupazione che ha portato alla raccolta di 2.500 firme per chiedere all'Amministrazione di «ritirare la manifestazione di interesse nell'acquisizione degli immobili». Per Laura Corrotti: «In base alle carte che abbiamo, è possibile fermare la manifestazione di interesse». E aggiunge senza mezzi termini: «Il sindaco Gualtieri gioca con gli immobili della città come fosse un monopoli, senza però parlare e confrontarsi con i cittadini che quegli immobili li abitano». Al centro del dibattito i criteri di assegnazione degli alloggi e la possibilità di destinarne una parte a membri delle forze dell’ordine. L’amministrazione capitolina aveva anche ipotizzato possibili deroghe per situazioni come quella di alcuni immobili sulla Cassia e a Nuovo Salario, dove le spese condominiali si aggirano tra i 250 e i 500 euro: cifre che equivarrebbero al canone dei futuri assegnatari e quindi non proprio a prezzi "popolari". Per l’avvocato Tiziana Siano «il rischio di questa procedura è ghettizzare le periferie». Le proteste, annuncia, «continueranno a oltranza finché la manifestazione di interesse non verrà ritirata»