capitale delle multe

Autovelox, spenti in città 14 dei 63 dispositivi in dotazione

Antonio Sbraga

L’entrata in vigore del decreto che, da ieri, disciplina le nuove «procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità» dei dispositivi per la misurazione dei limiti di velocità ha spento, almeno per ora, anche 14 autovelox dei 63 in dotazione alla polizia di Roma capitale e a quella metropolitana dell’ex Provincia. Si tratta degli autovelox che risultano antecedenti al giugno 2017. Quelli che, secondo il decreto, dovranno ottenere una nuova omologazione con procedure di verifica della documentazione, o test tecnici e tarature per verificarne l’idoneità. Dovranno, dunque, passare al vaglio le caratteristiche tecniche per valutare se sono in grado di rispettare soprattutto le garanzie sulla privacy del soggetto immortalato dal dispositivo di controllo. E tra i 43 dispositivi gestiti dai vigili romani (gli altri 20 sono della polizia metropolitana dell’ex Provincia), 14 sono entrati in funzione nel lontano 2003. E la loro «estensione di approvazione», indicata dal Ministero dei Trasporti, è ferma al «30 giugno 2011». Mentre per gli altri 29 dispositivi gestiti dai vigili la «estensione di approvazione» è tutta successiva al 2017, al pari dei 20 in dotazione agli agenti della Città Metropolitana di Roma capitale.

Quindi, almeno per ora, gli autovelox a disposizione dei "pizzardoni" dovrebbero essere scesi dagli originari 27 agli attuali 13, mentre restano invariati i 6 "tutor" e i 6 "Celeritas Evo" (2 tipi di apparecchiature che non misurano la velocità istantanea, ma quella media lungo un determinato tratto di percorrenza, con una misurazione calcolata da 2 rilevatori: uno posizionato a inizio tratta e uno alla fine) e i 4 "telelaser". Di questi ultimi la polizia metropolitana ne ha invece 5, oltre a 11 autovelox fissi e 4 mobili. Però in tutto il territorio romano sono 130 i dispositivi di controllo dei limiti di velocità se si sommano quelli gestiti dagli altri vari enti competenti, come Polizia Stradale e Anas. Ma anche fra questi 67 dispositivi tanti dovrebbero essere stati spenti, almeno stando alla stima calcolata dall’associazione Assoutenti, secondo la quale «il 71% degli autovelox installati in Italia risulta fuorilegge». Restano, invece, super-attivi i dispositivi di recente attivazione (dal dicembre 2025 fino al febbraio scorso), come i "tutor" in funzione sulla Tangenziale Est, sulla Colombo, su via del Mare, in Galleria Giovanni XXIII, in via del Foro Italico e in viale Isacco Newton.

  

Secondo le prime rilevazioni filtrate, infatti, avrebbero prodotto un boom di contravvenzioni, che dovrebbero contribuire a risollevare a fine 2026 gli incassi delle multe, dimezzati lo scorso anno. Le contravvenzioni relative alle violazioni dei limiti di velocità, infatti, a Roma sono passate da 4 milioni e 803 mila euro del 2024 ai 2 milioni e 308 mila euro del 2025 (-52%), con la Capitale precipitata al 12esimo posto della classifica comunale degli incassi delle multe con gli autovelox (Fiumicino ha incassato circa il triplo, con quasi 7 milioni di euro, una cifra che Roma ha superato solo nel 2023 con 7 milioni e mezzo). Il Campidoglio negli ultimi 5 anni ha incassato 728 milioni e mezzo di euro per tutte le contravvenzioni, di cui 25 milioni e 468 mila euro per gli autovelox. Oltre al picco del 2023, gli autovelox hanno reso 6 milioni e 151 mila euro nel 2022 e 4 milioni e 649 mila euro nel 2021. Mentre il record delle altre contravvenzioni stradali è stato raggiunto nel 2024 con 168 milioni e 906 mila euro ricavati dal parco-auto e moto più grande d’Italia, che conta più di 1,8 milioni di vetture e circa 400 mila fra scooter e motociclette.