nella morsa dell'afa

Capitale nella morsa del caldo, la mappa dei quartieri peggiori (secondo Ama)

Martina Zanchi

Lo sanno bene i romani che in città si boccheggia e tutti o quasi sono convinti che il loro quartiere sia il peggiore. Ma chi meglio dei netturbini di Ama, che a bordo degli «squaletti» percorrono ogni angolo della Capitale da mattina a sera, potrebbe tracciare una mappa accurata delle zone più calde? L’intuizione, quella di trasformare gli operatori ecologici in «sentinelle» dell’afa, si è concretizzata nell’ambito del Piano caldo avviato dal Campidoglio. Sono stati infatti installati sensori per il calore e l’umidità sui mezzi di servizio della nettezza urbana che già da alcuni mesi stanno trasmettendo informazioni alla sala operativa di Ama «Ucronia», che ha elaborato ad oggi oltre 1,2 milioni di dati.

Così, mentre per giorni nella spianata di Tor Vergata centinaia di migliaia di giovani hanno aspettato fino a ieri sera il concerto di Ultimo, da Ama arriva la notizia che proprio il quartiere alla periferia Est, insieme a Romanina e Quadraretto, è la zona che a giugno ha fatto registrare le temperature più elevate, con picchi fra 38 e 42 gradi. Chissà ieri, sotto il sole di luglio, quanti ne avranno percepiti i fan di Ultimo. Ma se il quadrante Sud-Est è quello che oggi fa penare di più i cittadini (e pure gli operatori di Ama durante l’orario di servizio), tra marzo e maggio sono stati maggiormente esposti all’aumento delle temperature Scalo San Lorenzo, Idrovore della Magliana, Villini di Santa Maria, Cavalleggeri e Corviale. È però il combinato disposto tra calore e umidità a creare il maggiore disagio e secondo i dati elaborati da Ama, attraverso l’indice bioclimatico «Humidex», le zone più a rischio si trovano tutte nel quadrante Sud, con ben 868 strade a «livello estremo» di cautela. Le condizioni peggiori sono state segnalate in via della Vasca Navale, via Mario Ageno, via delle Sette Chiese, via Alessandra Macinghi Strozzi, via Santa Galla, vicolo Savini e piazza Oderico da Pordenone. 

  

Ora la municipalizzata è al lavoro per trasformare le informazioni in atti. «Parliamo di un fenomeno ormai ricorrente, quello delle ondate di calore che stanno interessando Roma e tutta l’Europa – sottolinea il presidente di Ama, Bruno Manzi – Per questo stiamo lavorando allo scopo di attutire l’impatto di queste temperature, ben superiori alla media stagionale, sulla vita quotidiana dei cittadini». Sul fronte dell’igiene urbana, è stato intensificato il lavaggio delle strade aggiungendo ai 4.000 chilometri già previsti altri 2.500 chilometri da effettuare entro questo mese, concentrandosi sulle zone più critiche individuate grazie ai sensori. Previsti poi 500 interventi aggiuntivi al giorno di sanificazione dei cassonetti stradali, da cui con il caldo e l’umidità - soprattutto quando i rifiuti non vengono raccolti puntualmente - si sprigionano cattivi odori che investono in pieno i malcapitati passanti e che salgono fino alle finestre dei palazzi. Da un lato c’è il rischio igienico-sanitario, dall’altro condizioni non certo confacenti agli standard di una capitale europea.

Sul fronte della tutela dei lavoratori, invece, Ama fa sapere che nelle prossime settimane si cominceranno a modificare giri e turni. Solo che il gran caldo è un’emergenza adesso, tanto che il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha vietato fino al 15 settembre, dalle 12 alle 16, le attività lavorative all’aperto nelle giornate da bollino rosso. Un tema, questo, posto pubblicamente ad Ama a fine giugno dal consigliere capitolino di Fratelli d’Italia Stefano Erbaggi, che ha stigmatizzato l’ordine aziendale di coprire turni anche nel pomeriggio di Ferragosto. Si vedrà se, alla luce dei dati raccolti dalla stessa azienda, arriveranno rettifiche.