strage a casalotti
Casalotti, il figlio sopravvissuto: "Sono entrato a casa ed erano tutti morti"
«Prima di andare al lavoro la mamma mi ha cucinato il riso. Ho salutato mia sorella Arowa che stava guardando la televisione e quando sono tornato a casa non c’erano più». Amir Ayan è seduto su un letto del Policlinico Gemelli, non riesce a trattenere il pianto ricordando la sorellina. Ha le mani fasciate e un cerotto sulla testa: ferite lasciate da Shahadat Hossain, il 43enne bengalese che ha ucciso la famiglia di Amir a Casalotti, il papà Kamal Uddin, la mamma Jahan Momotaje e la sorella di otto anni Arowa. Ha tentato di uccidere anche lui. È sopravvissuto solo grazie all’intervento dei vicini. «Ho visto il killer in faccia quando sono scesa a soccorrere il ragazzo», aveva raccontato una vicina. Il ventenne è ora ricoverato in un reparto protetto dell’ospedale, piantonato dalla polizia che presidia l’ingresso. Una misura necessaria per garantire la sicurezza del ragazzo con il sospettato dell’omicidio ancora a piede libero.
Gli investigatori ipotizzano che sia stato un piano organizzato e dalle analisi delle chat nel suo cellulare sono emersi due moventi: quello sentimentale, con Hossain che aveva sviluppato un’ossessione per la moglie di Kamal Uddin, i due erano stati amanti in Bangladesh e poi lei lo aveva allontanato. L’altro movente è economico: un anno fa il padre di Kamal aveva ricevuto una lettera minatoria con richieste di denaro e gioielli d’oro, altrimenti avrebbero «ucciso il figlio Amir e torturato le donne, moglie e figlia». Gli investigatori della Squadra mobile, coordinati dal dirigente Roberto Giuseppe Pititto, controllano i contatti di Hossain, i luoghi che frequentava e le case dei suoi conoscenti. Un’operazione che si spinge oltre i confini nazionali, in un lavoro coordinato tra polizia italiana, inglese e bengalese. Hossain potrebbe essere fuggito a Londra, dove viveva con l’ex moglie fino al 2023. Un’altra ipotesi è che si nasconda ancora a Roma. Sempre più remota, invece, quella che si sia tolto la vita.