orrore a casalotti
Triplice omicidio, tre mesi fa il killer ha organizzato la festa della bimba
Tre mesi fa Shahadat Hossain era impegnato a cercare palloncini e striscioni per la festa di compleanno di Arowa, otto anni, figlia dell’amico Kamal Uddin. Avvisava gli amici, accompagnava la mamma della piccola al ristorante bengalese di Torrevecchia "Rosona Bilas" per assicurarsi che tutto fosse perfetto. Lo scorso venerdì, poi, armato di mannaia, ha fatto irruzione nella casa della famiglia Uddin a Casalotti e l’ha sterminata. Ha ucciso la bimba, Arowa, mamma Jahan e papà Kamal. Poi è fuggito. E di quel compleanno ora restano i filmati sui social e i racconti del titolare e dei dipendenti del locale.
«Per la festa avevano addobbato tutta la sala: c’erano le torte, un festone con su scritto "Happy birthday", la musica», dicono. Ahmed Sadib, che gestisce il ristorante, conosceva tutta la famiglia. «Venivano qui spesso. Ero un grande amico di Kamal, insieme abbiamo pure condiviso un appartamento a Casalotti per un po’ di tempo, poi lui è rimasto lì e io mi sono spostato a Torrevecchia». E Shahadat? Anche lui frequentava il locale? «Si, veniva spesso con Jahan. So che gira voce che avessero una relazione, ma io non l’ho mai sospettato. Non si comportavano come una coppia. Poi lei era la moglie di Kamal: impensabile che tra i due potesse esserci un sentimento».
Al compleanno della piccola Arowa erano più di cento. «Una cosa intima, in Bangladesh sarebbe un aperitivo. I compleanni da noi si festeggiano con tremila invitati» racconta sorridendo un dipendente del ristorante. Poi il suo volto cambia espressione: «Ma si rende conto? Shahadat le aveva organizzato la festa e tre mesi dopo l’ha ammazzata. Li ha ammazzati tutti. E ora penso ad Amir, unico sopravvissuto al massacro».
Shahadat è in fuga. La polizia scandaglia qualsiasi traccia che possa portare a lui, monitora stazioni e aeroporti, casali abbandonati e abitazioni di amici e conoscenti. Gli investigatori della Squadra Mobile analizzano ogni contatto, compresi i legami politici di quell’uomo che è esponente del Bnp, Bangladesh Nationalist Party. Da tutta Italia continuano a moltiplicarsi le segnalazioni alla polizia su possibili avvistamenti. Siamo ormai a più di una settantina. Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire i movimenti di Shahadat e anche il suo passato. E c’è una lettera di minacce, ricevuta l’anno scorso, che il papà di Kamal ha mostrato alle televisioni bengalesi: «Se non otterremo i gioielli d’oro e il denaro che desideriamo, faremo morire suo figlio e la moglie. Non risparmieremo nemmeno i nipoti. Se vuole salvarli, ci dia ciò che chiediamo». La firma? Red Shah Dakat, capo dell’Armata Rossa. Suggestioni, ipotesi. Certo è che i genitori di Kamal, quell’uomo che ha trucidato la famiglia Uddin lo conoscono bene. In Bangladesh abitava accanto a loro. Poi il trasferimento a Londra, con la moglie e i figli. Infine Roma e ora la fuga.