focus della corte dei conti

Metro C, sedici mesi in più di lavori: "Le gallerie si allungano"

Antonio Sbraga

Ci vorranno un anno e quattro mesi in più di lavori prima di uscire dal «tunnel» del cantiere della metro C. L’ultimazione delle tratte T1 e T2 della terza linea della metropolitana romana slitterà, infatti, di 16 mesi. Il fine-lavori nel cronoprogramma iniziale era indicato per il giugno del 2035, invece l’opera per la realizzazione delle stazioni della tratta T1 (Auditorium e Farnesina) e della T2 oltre Piazza Venezia (stazioni Chiesa Nuova, Piazza Pia/Castel Sant’Angelo, Ottaviano e Clodio/Mazzini) non sarà conclusa prima dell’ottobre del 2036. Questo "metro" di paragone tra i due calendari è stato ufficializzato ieri dalla Corte dei conti, che per quanto riguarda la T2 prende atto «della sua avvenuta unificazione con la tratta T1 e del nuovo cronoprogramma unitario», slittato appunto di 480 giorni. I magistrati contabili del Collegio del Controllo concomitante hanno infatti sentito la commissaria straordinaria per la realizzazione della metro C, l’architetto Maria Lucia Conti, e dall’audizione è emerso che questa «maggior durata complessiva dell’intervento (ultimazione lavori da giugno 2035 a ottobre 2036)» è dovuta al quasi raddoppio delle gallerie previste.

La commissaria Conti, infatti, ha chiarito che lo slittamento «scaturisce dall’allungamento da 4 a 7,9 km delle gallerie di linea, la cui realizzazione con TBM (la «Tunnel Boring Machine», ossia la maxi-talpa della fresa meccanica che scava a piena sezione, è ubicata «sul percorso critico dell’opera», per questo le tempistiche - ha concluso la commissaria - non possono essere contratte oltre certi limiti tecnici, «dettati anche dal particolare contesto operativo». Un contesto cambiato dopo che è stata decisa l’unificazione delle due tratte T1 e T2, che «ha permesso sul piano operativo di avviare i lavori in un’unica soluzione». Invece nella sub-tratta T2, da stazione Venezia a stazione Fori Imperiali (che in realtà si chiama Colosseo) la tabella di marcia finora è stata rispettata. La commissaria Conti «ha riferito che le opere procedono regolarmente». Da settembre scorso il cantiere è stato spostato dal lato di Palazzo Venezia a quello delle Assicurazioni Generali, con un assetto di viabilità che aggirà i silos abbelliti con murales e che dovrebbe resistere fino alla fine dei lavori, prevista a settembre 2033. La stazione dovrebbe essere attiva entro il primo trimestre dell’anno successivo.

  

 

Nonostante lo slittamento dei tempi per la tratta successiva, fino al capolinea Farnesina, la commissaria Conti ha tenuto a precisare che, rispetto al precedente quadro economico, c’è stata una diminuzione dei costi previsti per la tratta T2 pari a «232 milioni di euro per effetto dell’unificazione con la tratta T1, che ha consentito di coprire il maggior costo di realizzazione della tratta T1» per lo stesso importo. L’investimento, dunque, resta invariato per circa tre miliardi di euro (di cui due miliardi e 56 milioni per Clodio/Mazzini - Venezia e 938 milioni per Clodio/Mazzini - Farnesina) da spendere per un cantiere che prolungherà la linea C verso la parte Nord-ovest della Capitale, prevedendo anche specifici progetti di valorizzazione museale per le stazioni Chiesa Nuova e Piazza Pia/Castel Sant’Angelo. Si allungherà però l’attesa di altri 16 mesi di lavori per finire di estendere anche il tracciato della Linea C, che passerà dagli attuali 22 chilometri di linea ai 29 km totali previsti ora per l’ottobre 2036.