capitale degli scrocconi

Residenza agli abusivi, direttiva di Gualtieri "sistema" quasi 5000 okkupanti

Martina Zanchi

La direttiva con cui più o meno un anno dopo l’inizio del mandato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, in deroga al decreto Lupi, ha concesso la residenza agli abusivi nell’immobile che occupano permettendo anche l’allaccio delle utenze ha finora regolarizzato (se non altro anagraficamente) quasi cinquemila persone. L’unica condizione stabilita da Palazzo Senatorio è che l’occupante che richiede la residenza in deroga sia «meritevole di tutela», una variegata categoria che comprende ad esempio nuclei a basso reddito, richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale, famiglie con minorenni, disabili o anziani. Poco è contato che chi ne ha bisogno potrebbe già accedere alla residenza fittizia di via Modesta Valenti, che «consente a chi è in condizioni di disagio socio-abitativo il pieno godimento dei diritti di cittadinanza», riporta la pagina informativa del sito di Roma Capitale. A novembre 2022, acclamato dai movimenti per la casa, il sindaco dem ha fatto un passo in più di cui ora si conoscono le dimensioni.

  

Eravamo rimasti con i calcoli a marzo 2024, quando i dati diffusi dal Comune stesso riportavano 2.916 richieste di residenza accolte su 5.004 esaminate e 5.443 presentate agli uffici municipali (alcuni dei quali, peraltro, all’inizio hanno fatto una certa resistenza, perché poco convinti della legittimità dell’operazione). Già sei mesi dopo l’allora assessore ai Servizi anagrafici, Andrea Catarci, ha dichiarato che il numero era salito a 3.500. Ad oggi il numero è ulteriormente lievitato. Un accesso agli atti presentato dal capogruppo della Lega, Fabrizio Santori, in tutti e 15 i Municipi rivela che negli ultimi due anni sono state accolte - almeno - altre 1.729 richieste. «Almeno» perché un Municipio (il X) non ha ancora fornito il dato richiesto. Anche così, comunque, il totale già supera le 4.600 persone (4.645 per l’esattezza). Un numero imponente, se si considerano le stime secondo cui nella Capitale le case popolari occupate abusivamente sono circa diecimila, 7.700 quelle dell’Ater (numero rivelato ad aprile dal commissario dell’azienda romana, Orazio Campo) e le restanti del Comune.

Tornando ai dati estrapolati da marzo 2024 ad oggi (alcuni Municipi hanno risposto a fine aprile, altri i primi di maggio), scopriamo da un lato che su 2.983 istanze presentate ne sono state accolte quasi il 58%. Una percentuale di tutto rispetto, che però ha dei parziali territoriali degni di nota. Hanno ricevuto più richieste il Municipio V (829 più 85 pratiche arretrate, accolte 443), il VI con 452 (accolte 278), il VII(442, di cui esaminate finora 251 e 161 accolte) e l’XI, con 334 richieste di cui 248 accettate. Alta percentuale di accoglimento anche nel Municipio VIII (165 presentate e 138 accolte). Poche finora le richieste in Centro (29, di cui accolte 27) mentre nel primo biennio della direttiva Gualtieri ne erano arrivate 119, di cui accolte 117. E chissà di questo passo entro la fine del mandato quanti occupanti abusivi otterranno questo diritto in più.